Libri di Vincenza Alfano
Bibliografia di Vincenza Alfano: tutti i libri in vendita online editi da Perrone
Perché ti ho perduto Alfano Vincenza - Perrone, 2021
Lei è Alda Merini, "la poetessa dei Navigli", una voce libera da ogni travstimen-to, un'anima che non conosce finzione, non accetta il compromesso. La chiamano folle e lei si abbandona alla follia, al tempo stesso, condanna e benedizione. È ancora una bambina quando il bombardamento di una guerra troppo vicina distrugge la sua casa e l'allontana dalla città e dalla scuola. Diventa la rivelazione del cenacolo di Giacinto Spagnoletti e la giovanissima amante di Giórgio Manganelli, adorato compagno delle discese nell'abisso della sua mente abitata da ombre. Alda ci prova ad aggrapparsi alla realtà, al marito, alle figlie, ma la normalità la opprime e la rende incapace di accettare il compromesso disumano che soffoca l'urlo fiero e doloroso della sua anima. Solo grazie alla poesia può dare un nome al mondo fantasmagorico che« abita con strazio è incanto. Internata in manicomio, attraversa un pèrcorso di cadute e resurrezioni. In quella stanza bianca non è mai sola: accanto a lei ci sono le visioni e il ricordo di Giorgio che ha perduto, le altre anime sofferenti di quella bolgia infernale, ma soprattutto c'è la sua amica. Celeste, che cela un segreto indicibile. Vincenza Alfano riscrive liberamente alcune pagine della biografia di Alda Merini e, attraverso una trasfigurazione fantastica, ne ripercorre le pieghe più nascoste in un gioco di specchi che ci rimanda la sua storia di speranza e di felice condanna.
A Napoli con Maurizio de Giovanni. Creatura terrestre e marina, sospesa tra cielo e terra Alfano Vincenza - Perrone, 2015 - Passaggi Di Dogana
Città imprendibile, creatura terrestre e marina, sospesa tra cielo e terra. Occorre una guida per attraversare Napoli: bifronte, labirintica. Un possibile itinerario è quello tracciato da Maurizio de Giovanni nei romanzi del commissario Ricciardi ambientati nella città partenopea degli anni Trenta. Sempre in bilico tra vita e morte, Napoli sembra il posto giusto per Ricciardi che vede i vivi e i morti e condivide, quindi, con la sua città un destino di sospensione. Il percorso che si intraprende è tortuoso e bellissimo: si parte dal Gambrinus, nel quartiere San Ferdinando, dove è metaforicamente nato il commissario; poi ci si perde tra i Quartieri Spagnoli, dove il vicolo diventa profondo come una ruga, vivo come una ferita sempre aperta. Ogni angolo di Napoli è simbolo e contrasto. Capodimonte è il volto di un bambino che sembra dormire sotto la pioggia, Mergellina è lo scontro fra l'opulenza dei gerarchi e la miseria dei pescatori, è il futuro che incespica, è la voce del mare. Chiaia è l'alcova di un amore, anche se incontrato nel bordello più elegante delle città, ma è anche lo svelamento di una mistificazione che si ammala cronicamente della sua stessa ipocrisia. Ma Napoli è prima di tutto, e senza ombra di dubbio, un'emozione, oltre che un luogo, e Vincenza Alfano la percorre seguendo l'itinerario letterario di Maurizio de Giovanni e restando fedele agli odori, le voci, le canzoni e gli assordanti silenzi di una città crudele e pietosa, che accudisce e schernisce solo con uno sguardo.