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Tacete o maschi. Le poetesse marchigiane del '300 accompagnate dai versi di Antonella Anedda, Mariangela Gualtieri e Franca Mancinelli Anedda Antonella Gualtieri Mariangela Mancinelli Franca Orecchini F. (Cur.) Franzoni A. (Cur.) - Argolibri, 2020 - Talee
Nel Trecento, in Italia, più precisamente nel territorio marchigiano, quando nel porto di Ancona arriva la «bianca carta» dall'Oriente e sorgono, a Fabriano, le prime cartiere del mondo cristiano, alcune giovani autrici, probabilmente le prime in Italia a costituire un vero nucleo letterario composto di sole donne, si scrivono l'un l'altra messaggi in forma di sonetto, affrontando, in netto anticipo sulla «Querelle des femmes» che avrebbe infiammato il Rinascimento, temi specifici quali la contestazione delle norme patriarcali e la particolarità della loro condizione di subordinazione alla poetica e al dominio maschile nel mondo della Politica e delle Lettere. Settecento anni dopo, nella complessità dell'odierno globalizzato, la questione di genere è ancora, con una forza e una vitalità senza precedenti, una questione fondamentale per l'intera società. Proprio per questo, abbiamo chiesto a Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda e Franca Mancinelli, poetesse tra le più autorevoli del nostro tempo, di rispondere in versi, secondo l'uso antico, alle scrittrici marchigiane, ciascuna secondo il proprio stile e le proprie affinità, in un dialogo intimo, ma apertissimo, tra epoche, scritture e, appunto, tra generi. A scandire il dialogo, valicando la «bianca carta» come un confine aperto, le visioni senza tempo dell'artista Simone Pellegrini, che estendono il discorso intrapreso verso il superamento di ogni distinzione, trapassando i generi nell'intreccio dei corpi e delle parole.
Desert. Con copertina poster Anonimo Coralli G. (Cur.) - Argolibri, 2021
"Un fantasma tormenta molti attivisti, anarchici e ambientalisti. Ha tormentato me. Gran parte della nostra sottocultura nega la sua esistenza, eppure quell'immagine flebile cresce, diventa concreta, finché non ti guarda dritto negli occhi. E il suo sguardo, proprio come con i mostri nei racconti del passato, ci paralizza. Muoversi diventa impossibile. Abbandoniamo la speranza: diventiamo disillusi, inattivi. Lo spettro che molti cercano di non vedere è una semplice constatazione: il mondo non verrà salvato." In questo testo, affidato all'internet dieci anni fa come un messaggio in bottiglia, l'anonimo autore tenta di delineare i possibili futuri di una resistenza anarchica ed ecologista di fronte all'incessabile avanzamento del cambiamento climatico. Tra quelle che furono le sue previsioni vive anche il nostro presente, nero su bianco accanto a ciò che siamo stati e a quello che possiamo ancora essere. Il punto di vista di questo testo, totalmente spoglio dell'illusione della una grande rivoluzione globale che salverà il pianeta, resta deciso a difendere i resti del mondo che ci troveremo a vivere, a proteggere chi lotta dal peso schiacciante della catastrofe.