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Africa orientale italiana: Cheren 1941. La battaglia per l'Impero Andò Alessandro - Itinera Progetti, 2023 - Memorie Di Ferro
La battaglia di Cheren fu combattuta in Eritrea, tra il 1° febbraio e il 27 marzo del 1941, fra le forze italiane e l'esercito indo-britannico, l'Indian Army. Fu uno degli scontri più duri e sanguinosi della Seconda Guerra Mondiale, con un'alta percentuale di caduti, feriti e dispersi, tanto che i numeri attualmente accreditati considerano le perdite italiane in circa 29.000 uomini sui 38.000 schierati. La battaglia campale fu combattuta sull'altopiano eritreo, ma più che una battaglia per la conquista di territorio fu una battaglia per il controllo del mare. Gli inglesi infatti si impegnarono a fondo per liberare da possibili minacce presenti e future il corridoio fra il Mar Rosso, il Canale di Suez e il Mar Mediterraneo; gli italiani, dal canto loro, erano decisi a mantenere la forte posizione acquisita in cinquant'anni di presenza nel Corno d'Africa. Tali motivazioni geopolitiche furono le cause scatenanti della Campagna d'Abissinia, di cui Cheren fu la principale battaglia, tanto da poterla definire, per parte italiana, la "Battaglia per l'Impero". Il libro inizialmente prende in esame la situazione geopolitica in Africa Orientale Italiana, proseguendo con l'analisi delle truppe schierate dai due contendenti, i sistemi logistici, gli armamenti e i mezzi impiegati, per poi descrivere in sequenza quasi giornaliera gli avvenimenti della battaglia. Chiude l'opera l'elenco dei nominativi e delle motivazioni delle 17 Medaglie d'Oro al Valor Militare concesse a Cheren.
La Grande Guerra sulle prealpi venete. Il monte Majo. Le operazioni del Regio Esercito contro il baluardo difensivo austriaco in Val Posina Anzanello Ezio - Itinera Progetti, 2019 - Collana Storica
Dopo l'offensiva di primavera del 1916, meglio nota come Strafexpedition, l'esercito austroungarico si asserragliò lungo un baluardo difensivo costituito da trincee, reticolati e postazioni in caverna, ulteriormente rafforzato grazie alle cime delle montagne. Fra queste cime una delle più inespugnabili fu proprio quella del Monte Majo, rimasto saldamente in mano austriaca fino alla fine delle guerra. La sua posizione strategica in Val Posina, nel settore del Pasubio, portò gli Alti Comandi italiani a richiederne più volte la conquista. Tale era l'importanza di questo monte che venne pianificata anche la possibilità di farne esplodere la cima, come fatto dagli austriaci il 23 settembre 1916 sul Monte Cimone. Attraverso fonti d'archivio, diari di reggimento e resoconti sugli interrogatori dei prigionieri di guerra vengono ricostruiti i cruenti scontri che insanguinarono le pendici del Monte Majo, opponendo i Kaiserjäger del II Reggimento ai fanti della Brigata Roma e agli Alpini.