Libri di Minuz Andrea

Bibliografia di Minuz Andrea: tutti i libri in vendita online editi da Silvio Berlusconi Editore

Andrea Minuz insegna Storia del cinema presso l’Università «Sapienza» di Roma. Ha scritto e curato numerosi volumi, tra cui La Shoah e la cultura visuale. Cinema, memoria, spazio pubblico (2010); L’invenzione del Luogo. Spazi dell’immaginario cinematografico (2011); Viaggio al termine dell’Italia. Fellini politico (2012), tradotto in inglese nel 2015 per Berghahn Books (Political Fellini. Journey to the end of Italy). È membro del comitato scientifico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro e scrive di media e televisione per il quotidiano «Il Foglio».
Egemonia senza cultura. Storia sentimentale di un'ossessione italiana libro
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LIBRO   9791256680153

Egemonia senza cultura. Storia sentimentale di un'ossessione italiana Minuz Andrea   -  Silvio Berlusconi Editore, 2026  -  Libera

Di cosa parliamo quando parliamo di egemonia culturale? Un secolo dopo Gramsci, questo concetto si ripresenta nel dibattito pubblico, dimostrando una presa sulla realtà che prescinde dalla stagione politica in cui si trova il paese: «ogni governo la evoca, ogni sconfitta elettorale la reclama, ogni schieramento ne denuncia il monopolio altrui, anche se nessuno sa più bene cosa sia». Un tempo ossessione incarnata dalla figura dell'intellettuale di partito, rimessa al centro della scena con la Seconda Repubblica, ritorna oggi, a sinistra, come recriminazione per una supremazia intellettuale ormai svanita, e a destra, come resa dei conti, vendetta, cambio di passo nella narrazione del paese. In questo libro, Andrea Minuz propone un itinerario tra dogmi e luoghi comuni per mettere in luce le ragioni della sua sorprendente tenuta: un viaggio ironico e scanzonato tra salotti culturali e talk show, festival e fiction Rai, per stabilire cosa resta di realmente egemone nell'egemonia culturale. Fumosa e malleabile, l'espressione tradisce nostalgia per un tempo in cui la cultura era un'istituzione intoccabile, incaricata di costruire un orizzonte condiviso. Un'epoca in cui non bisognava guardare lontano per sapere cosa leggere, cosa guardare, cosa pensare. Adesso invece le narrazioni si moltiplicano, esasperate dalla polarizzazione delle opinioni imposta dagli algoritmi social. Mentre la politica si scanna per mettere le mani sulle istituzioni culturali, la cultura vera - quella anarchica, caotica, fatta di serie TV, meme e consumi pop - è già andata da un'altra parte, beffandosi di chi vorrebbe ancora educare le masse. Alla fine, il verdetto è chiaro: il fantasma dell'egemonia tradisce soprattutto smarrimento, confusione e mancanza di categorie che abbiano ancora una qualche presa sul presente.

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