Libri di Romano Andrea
Bibliografia di Romano Andrea: tutti i libri in vendita online editi da Mondadori
The boy. Tony Blair e i destini della sinistra Romano Andrea - Mondadori, 2005 - Frecce
Un conservatore travestito da socialista, servo degli americani e nemico della pace? O il leader coraggioso della sinistra europea, capace di tradurre con determinazione gli ideali progressisti in una lunga stagione di governo? Fin dalla sua comparsa sulla scena politica, alla metà degli anni Novanta, la figura di Tony Blair è stata oggetto di giudizi diametralmente opposti. Soprattutto dopo la guerra in Iraq, che lo ha visto assumere decisioni controverse e impopolari, quelle stesse decisioni che, secondo molti osservatori, avrebbero dovuto condannarlo alla sconfitta, e che invece non gli hanno impedito di essere eletto, per la terza volta consecutiva, primo ministro e di portare di nuovo al successo il Partito laburista. Quali sono le ragioni di questa capacità di leadership? Quali le radici di un consenso che ha resistito ad anni tormentati e che alimenta ancor oggi il governo progressista più longevo d'Europa? In questa biografia politica del leader del New Labour, Andrea Romano ricostruisce la formazione personale di Blair, le radici culturali e famigliari delle sue convinzioni e delle sue scelte, nonché le tappe fondamentali - di cui rivela anche aspetti poco noti e retroscena inediti - di una carriera pubblica che si è intrecciata con quel processo di trasformazione della sinistra britannica da vittima sacrificale del thatcherismo a capofila della modernizzazione progressista. Ma racconta anche i successi e i fallimenti del governo laburista, i contrasti interni e internazionali che hanno accompagnato gli snodi di una vicenda ormai decennale. E, infine, i rapporti mutevoli e ambivalenti della sinistra europea con il New Labour, sempre sospesi tra l'emulazione e il ripudio, tra l'adesione e la sconfessione. Questo incisivo ritratto umano e politico ha il duplice pregio di smentire molti dei luoghi comuni che circolano sulla figura di Blair e sulla leadership laburista e, al tempo stesso, di sollecitare la sinistra italiana a interrogarsi sulla sua identità e sul senso della sua proposta di governo.
Compagni di scuola. Ascesa e declino dei postcomunisti Romano Andrea - Mondadori, 2007 - Frecce
A quasi vent'anni dalla nascita, i Democratici di Sinistra rimangono un soggetto difficile da decifrare. Lontani anni luce da quello che fu il PCI, continuano a rappresentarsi e a essere percepiti come gli eredi del Partito comunista italiano: nel linguaggio, nei riferimenti simbolici (primo tra tutti l'icona di Berlinguer), nella rappresentazione di sé che offrono al paese sul piano dell'antropologia politica. Ma soprattutto nel loro gruppo dirigente, il primo e unico che quel partito abbia avuto sin dalla sua fondazione. E la cui vicenda collettiva è il binario migliore lungo il quale seguire la parabola del principale partito della sinistra italiana. Quel gruppo dirigente mostra infatti i segni di una straordinaria coesione culturale e politica, pur nelle differenze anche radicali che separano le posizioni o i comportamenti pubblici dei suoi diversi esponenti. Perché esso rappresenta una generazione politica che ha condiviso un intero tragitto di vita politica e personale: dalla formazione giovanile alla testa della FGCI alla fine degli anni Settanta, al cursus honorum all'interno del PCI berlingueriano degli anni Ottanta, fino alla svolta dei primi anni Novanta e all'esperienza del governo del paese. Una famiglia più che un gruppo dirigente, una classe di ex compagni di scuola, il cui tragitto viene ricostruito dal libro di Romano intrecciando l'analisi storico-politica alla narrazione delle vicende personali dei suoi principali protagonisti.
Compagni di scuola. Ascesa e declino dei postcomunisti Romano Andrea - Mondadori, 2008 - Oscar Argomenti
A quasi vent'anni dalla fine del PCI coloro che ne hanno raccolto l'eredità e che oggi guidano il Partito democratico rimangono un soggetto difficile da decifrare. Lontani anni luce da quello che fu il PCI, continuano a rappresentarsi e a essere percepiti come gli eredi del Partito comunista italiano: nel linguaggio, nei riferimenti simbolici, nella rappresentazione di sé che offrono al paese sul piano dell'antropologia politica. Ma soprattutto nel loro gruppo dirigente, il primo e unico che quel partito abbia avuto sin dalla sua fondazione. E la cui vicenda collettiva è il binario migliore lungo il quale seguire la parabola del principale partito della sinistra italiana. Quel gruppo dirigente mostra infatti i segni di una straordinaria coesione culturale e politica, pur nelle differenze anche radicali che separano le posizioni o i comportamenti pubblici dei suoi diversi esponenti. Perché esso rappresenta una generazione politica che ha condiviso un intero tragitto di vita politica e personale: dalla formazione giovanile alla testa della FGCI alla fine degli anni Settanta, al cursus honorum all'interno del PCI berlingueriano degli anni Ottanta, fino alla svolta dei primi anni Novanta e all'esperienza del governo del paese. Una famiglia più che un gruppo dirigente, una classe di ex compagni di scuola, il cui tragitto viene ricostruito dal libro di Romano intrecciando l'analisi storico-politica alla narrazione delle vicende personali dei suoi principali protagonisti.