Libri di Zhok Andrea
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Emergentismo. Le proprietà emergenti della materia e lo spazio ontologico della coscienza nella riflessione contemporanea Zhok Andrea - Edizioni Ets, 2011 - Philosophica
In un universo materiale governato da leggi fisiche, quale può essere lo spazio proprio di tutti quei fenomeni che non paiono esprimibili in termini fisici? Quale sarebbe, in questa cornice, lo statuto ontologico attribuibile alla coscienza umana e alla vita? A queste domande le teorie emergentiste rispondono lungo le seguenti linee: per preservare uno spazio ontologico autonomo per la mente, la vita e la varietà fenomenica non è necessario né introdurre una visione dualistica, né negare la fondamentalità della materia. È sufficiente ammettere che la realtà si dà in diversi livelli di complessità ascendente a partire dal livello elementare descritto dalla fisica; e che al crescere della complessità delle strutture del reale emergono proprietà e relazioni nuove rispetto a quelle investigate sul piano fisico. In queste pagine viene presentato un modello di proprietà emergente che ne mostra il ruolo ontologico necessario ed ubiquo. Attraverso una rivalutazione della nozione di qualità ed una critica dell'idea di causalità efficiente si mostra da un lato come in un'ontologia monistica qualità irriducibili devono essere causalmente efficaci e dall'altro come l'emergere di proprietà nuove non richieda alcuna violazione delle leggi fisiche.
La realtà e i suoi sensi. La costituzione fenomenologica della percezione e l'orizzonte del naturalismo Zhok Andrea - Edizioni Ets, 2012 - Philosophica
Oggetto del presente lavoro è l'essenza del percepito in quanto realtà oggettiva primaria. Metodologicamente il lavoro si rifà all'impianto della fenomenologia husserliana, di cui adotta parte dell'apparato concettuale. Le analisi husserliane vengono fatte interagire con temi ed argomenti che compaiono oggi nel contesto delle scienze cognitive e della filosofia della mente contemporanea. Prendendo le mosse dall'elaborazione husserliana, l'analisi si sviluppa inizialmente confrontandosi con le indagini percettologiche di J.J. Gibson, S. Gallagher e della psicologia della Gestalt, che inducono a porre il problema della costituzione trasmodale della realtà percettiva. Tale problema viene elaborato investigando la dimensione 'istintuale' operante, tanto sul piano etologico che ontogenetico, nell'esplorazione, nel gioco e nell'imitazione. Da ultimo, l'analisi converge nuovamente sul senso ontologico della costituzione percettiva con particolare riferimento ai processi costitutivi di spazio, tempo e causalità. Le conclusioni sviluppano il problema del rapporto tra fenomenologia e naturalismo alla luce dell'idea di mondo come orizzonte di senso, declinando l'ontologia scientifica sia come realizzazione che come violazione di tale orizzonte.