Libri di Carnegie Andrew

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Andrew Carnegie (1835-1919), di umili origini scozzesi ed emigrato giovanissimo negli Stati Uniti, a diciotto anni venne assunto dalla Pennsylvania Railroad Company, diventandone vicepresidente nel 1859. Convinto antischiavista e ammiratore di Lincoln, fu sottosegretario ai Trasporti durante la Guerra Civile. Negli anni successivi accumulò una fortuna immensa. Ritenendo di aver adempiuto al proprio mandato professionale, ai primi del Novecento liquidò le sue partecipazioni e iniziò una intensa attività filantropica.
Il vangelo della ricchezza libro
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LIBRO   9788811672067

Il vangelo della ricchezza Carnegie Andrew  Magris F. (Cur.)   -  Garzanti, 2016  -  Gli Elefanti. Saggi

È possibile vivere in un mondo capitalista e al tempo stesso giusto? Trionfano l'economia e la finanza globalizzate, ma crescono le disuguaglianze. In tale situazione, come si può garantire la giustizia sociale? Una risposta l'hanno data, in un'epoca curiosamente simile alla nostra, alcuni tra i grandi miliardari americani d'inizio Novecento: la loro buona novella era la filantropia, che oggi ispira capitani d'industria e finanzieri come Bill Gates e George Soros, politici come Bill Clinton, divi del rock e star del cinema, e persino le multinazionali impegnate nella corporate philanthropy. Il più lucido e coerente apostolo della filantropia è probabilmente Andrew Carnegie, il magnate americano dell'inizio del secolo scorso che ha esposto la sua ricetta in un saggio denso e appassionato, "Il Vangelo della ricchezza". Nel presentarlo ai lettori italiani, Francesco Magris ne illustra i presupposti storici e filosofici, e soprattutto mette a confronto i suoi ideali (a cominciare dalla difesa della tassa di successione) con quelli che ispirano le versioni attuali della filantropia.

€ 9.00 € 8.55
LIBRO   9788811600749

Il vangelo della ricchezza Carnegie Andrew  Magris F. (Cur.)   -  Garzanti, 2007  -  Le Forme

Trionfano l'economia e la finanza globalizzante, ma crescono le disuguaglianze tra i pochi che accumulano fortune enormi e le masse dei diseredati. E, con la crisi dello stato sociale, diventa sempre più difficile garantire il rispetto della dignità degli umili, e di conseguenza anche di quella dei ricchi e dei potenti. Come realizzare la giustizia sociale evitando le "turbolenze" dei più poveri? Una risposta giunge da un'epoca curiosamente simile a quella contemporanea, quando alcuni grandi miliardari americani d'inizio Novecento si fecero portatori di una vera e propria "buona novella", simile a quella praticata oggi dalle grandi star dell'economia e dello spettacolo: la filantropia. Una sorta di correttivo delle inevitabili disuguaglianze del capitalismo selvaggio e dell'accumulazione di enormi capitali nelle mani di un singolo o di una multinazionale. Un apostolo della filantropia è Andrew Carnegie, il magnate delle ferrovie americane che dopo una vita da capitano d'industria iniziò all'inizio del secolo scorso una intensa attività filantropica. Questa edizione del suo "vangelo" illustra i presupposti storici e filosofici della sua filantropia e soprattutto ne mette a confronto i principi ispiratori con le versioni attuali.

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