Libri di Antonelli
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Il cantiere federale Antonelli V. (Cur.) - Donzelli, 2011 - Saggi. Autonomie
Comuni e province sono ormai abbandonati a se stessi in un sistema sempre più complesso e articolato, caratterizzato da una rete di reciproche influenze e interdipendenze. È questo uno dei principali effetti della riforma del 2001 del Titolo V: la frammentazione delle competenze normative in materia di ordinamento degli enti locali. Si è prodotto il superamento del potere ordinamentale generale e uniformante dello Stato e si è creata una situazione in cui è arduo stabilire di volta in volta quale sia il «garante» degli enti locali: a volte lo Stato, a volte le regioni. Proprio quest'ultima è la strada che sembra essere quella maggiormente battuta. Vi sono infatti spazi di intervento che la riforma attribuisce, oltre che alla potestà normativa locale, anche alle regioni; spazi che potrebbero aprire la strada a una differenziazione dei sistemi regionali delle autonomie locali. È questo il cantiere ancora aperto in cui prendono corpo, seppur lentamente, i tentativi di dare attuazione alla recente riforma costituzionale. Che si tratti comunque di un percorso accidentato è testimoniato dai ripetuti interventi della Corte costituzionale, che ha sanzionato l'illegittimità di alcune leggi regionali. Questione fondamentale è interrogarsi su quali siano gli strumenti e le modalità da porre a presidio dell'autonomia locale, in uno scenario delimitato
Città, Province, Regioni, Stato. I luoghi delle decisioni condivise Antonelli V. (Cur.) - Donzelli, 2009 -
Il volume si articola in quattro parti. Nella prima viene analizzata anzitutto la cornice istituzionale in cui inserire le possibili linee di riforma delle Conferenze, sviluppando la riflessione attraverso un'analisi dei sistemi di federalismo cooperativo. Seguono poi un'ampia panoramica sul diritto comparato e sulle prassi in opera in altri Stati e un approfondimento della situazione del nostro paese, con uno sguardo all'esperienza della partecipazione italiana ai processi normativi comunitari. Nella seconda parte viene esaminato, attraverso un lavoro di ricerca sul campo, il funzionamento reale delle sedi di raccordo. Il filo conduttore è rappresentato dal difficile equilibrio fra le norme e le prassi. Ne emergono i limiti, ma anche gli aspetti di essenzialità delle Conferenze. La terza parte si concentra sul tentativo di riforma avviato nella XV legislatura con riflessioni che aiutano a comprendere gli errori da evitare e i nodi da sciogliere per il prossimo futuro delle sedi di raccordo. Il volume si chiude con un saggio sulla Conferenza Stato-Città, in cui vengono delineati i precedenti storici dell'organo di regolazione dei rapporti tra Stato e istituzioni locali, risalenti al 1906, e viene effettuata un'analisi dei primi dieci anni di funzionamento dell'organo (1997-2007).