Libri di Apollinaire
Bibliografia di Apollinaire: tutti i libri in vendita online editi da Aragno
L'incantatore putrescente Apollinaire Guillaume Bernardini A. (Cur.) - Aragno, 2023 - Biblioteca Aragno
Che ne sarà del mio cuore tra coloro che s'amano l'un l'altro? "Il tempo degli incantatori tornerà", tuona Apollinaire sulle labbra inaudite di Merlino. Ed è una profezia finalmente dissepolta. "L'Incantatore Putrescente", opera prima del poeta francese, cova le braci del suo ardore visionario, scaturigine di una poetica che fu midollo fetale del modernismo. Poema di amore, morte e resurrezione, egli riuniva qui, cantore anti-decadente di un esuberante fatalismo magico, le intuizioni estetiche di un principe del paradosso, al contempo avanguardista ruggente e Orfeo delicato. All'ombra di Merlino, intorno a cui confluisce sterminata la fauna umana e mostruosa dei miti di ogni epoca, egli intona la litania di una solitudine alchemica, l'enigma dell'uomo Apollinaire: un Natale funerario, ovvero la putrefazione sublime e mistica del poeta, amante e separato, eterno e morente, schivo di tutto e pontefice di ogni cosa. Nella foresta profonda e oscura, in un dramma che ha le leggi della poesia più pura, si fa quindi luce l'arcano palpitante dello stallo tra gli amanti, ovvero "la coscienza delle diverse eternità dell'uomo e della donna": lui, "un campo con il suo mietitore, un branco di porci con il suo guardiano"; lei, "la primavera inutile, l'oceano mai calmo". Si rimane ombre dissimili: è questo il destino degli amanti? Chi si dispera? Che ne è stato di quel cuore tra coloro che si amavano? Che ne sarà? Si annida una certezza: alla vita e all'arte serve una morte, non c'è scampo senza Lei. La primavera inutile è fiorita. Di quel tempo si vede l'ora.
L'esprit nouveau Apollinaire Guillaume Balducci G. (Cur.) - Aragno, 2026 - Biblioteca Aragno
Nel novembre del 1917, con la testa ancora fasciata dalla ferita di guerra, Guillaume Apollinaire pronunciava al Vieux-Colombier la conferenza su L'Esprit Nouveau: non un semplice discorso d'occasione, ma il testamento spirituale di un'intera generazione. In queste pagine, lo "spirito nuovo" si rivela come la sintesi suprema tra l'eredità della latinità e le vertigini della tecnica, tra il rigore della tradizione e l'audacia dell'innovazione. Apollinaire, il "poeta di frontiera" nato a Roma e naturalizzato francese sotto il fuoco delle trincee, traccia qui la rotta per un'arte capace di abitare la modernità senza subirne la frammentazione. Dalla difesa del Cubismo alla nascita del Surrealismo, il volume ripercorre, nelle sue parole, la parabola di un autore che ha saputo trasformare la cronaca in mito e la parola in immagine, offrendo ai lettori contemporanei la chiave di volta per comprendere la genesi delle avanguardie europee. Una prospettiva che restituisce al lettore l'integrità di una visione estetica in cui la poesia non è mai distruzione, ma perenne metamorfosi: il tentativo estremo di conciliare l'ordine e l'avventura. Per l'autore di Alcools, lo spirito nuovo non è una rottura iconoclasta, ma una sintesi audace: è la capacità di abitare la macchina, il volo, il cinema e la pubblicità con la medesima grazia con cui si abita il mito. Non si tratta di scegliere tra la tradizione e l'invenzione, ma di comprendere come il passato possa farsi energia propulsiva per il futuro.