Libri di Vittoria Armando

Bibliografia di Vittoria Armando: tutti i libri in vendita online editi da Carocci

Armando Vittoria, politologo, insegna Teoria e scienza dell’amministrazione e Analisi delle istituzioni politiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Napoli “Federico II”. Si occupa di sistemi di governo e public sector nella transizione post-fordista, di populismo, di politiche sociali e basic income, di beni collettivi e teoria democratica. In passato ha collaborato con la Fondazione Istituto Gramsci. Di recente, è stato speaker in diverse conferenze internazionali promosse dall’IPSA (2019), dal PRIO di Oslo (2018) e dal Cirfase dell’Università di Lovanio (2020). Tra le sue ultime pubblicazioni figurano: La «scomparsa dei poveri». Una prima valutazione di policy sul Reddito di Cittadinanza, 2020; Populismo e disintermediazione: qualche nodo critico e una modesta proposta sul contributo ‘politico’ dell’impresa sociale e del Terzo settore, 2020; Urban commons e democrazia dei beni comuni: dalle narrazioni (ed evocazioni) ad una proposta di modellizzazione, 2020; con Vincenzo Alfano, Burocrazia statale e partitocrazia in Italia: quale ruolo per il patronage politico?, 2019.
La strada della Nazione. Opere pubbliche e riforme istituzionali nel Decennio francese (1806-1815) libro
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LIBRO   9788843088447

La strada della Nazione. Opere pubbliche e riforme istituzionali nel Decennio francese (1806-1815) Vittoria Armando   -  Carocci, 2017  -  Biblioteca Di Testi E Studi

L'esperienza napoleonica in Italia richiama immediatamente l'idea della conquista; nel Regno meridionale essa costituì, tuttavia, anche una opportunità riformatrice nel campo dei diritti e delle istituzioni. Il volume, partendo dalle fonti degli archivi francesi e dell'Archivio di Stato di Napoli, ricostruisce la politica delle opere pubbliche statali e locali avviata durante il Decennio prima da Giuseppe Bonaparte e poi dal governo murattiano. Una ricerca da cui emerge come il progetto delle istituzioni francesi intendesse prendere le mosse dalla riforma dello Stato per farsi promotore, in senso più ampio, di un disegno di modernizzazione per il Mezzogiorno, nel quale le infrastrutture pubbliche - e le amministrazioni create per realizzarle, la Direzione Ponti e Strade e il Corpo degli ingegneri - occuparono un posto di rilievo, perché immaginate per promuovere una nuova geografia degli interessi, dell'autorità e del consenso.

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