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Chiedi al tuo corpo. La ricerca di Adriana Borriello tra coreografia e pedagogia Borriello Adriana D'adamo Ada Vista Francesca Beatrice D'adamo A. (Cur.) - Ephemeria, 2017 - I Libri Dell'icosaedro
Che cosa spinge l'uomo a danzare? Che cos'è la coreografia? È possibile insegnare a coreografare senza fare dell'allievo un clone di se stessi? Con quali parole veicolare la trasmissione della conoscenza? Immergersi negli scritti di Adriana Borriello significa confrontarsi con queste e con tante altre domande, alle quali l'autrice cerca di rispondere mettendo in gioco un "sapere" che è costruito innanzitutto attraverso un "fare". "Intendo la parola 'metodo' nel senso di cammino, via da percorrere, il cui tracciato funge da guida e conduce. Per ogni individuo che la percorre e per ogni volta che viene percorsa, l'esperienza e il risultato sono diversi. La sua ricchezza risiede proprio nell'essere una forma che, abitata e agita ripetutamente, produce molteplicità e si rigenera, tra ricorrenze e differenze". Del proprio peculiare e articolato cammino nella danza Adriana Borriello svela e ripercorre le tracce, offrendo al lettore narrazione, analisi e riflessione di inconsueto e prezioso spessore. Prefazione di Alessandro Pontremoli.
Tersicore in scarpe da tennis. La postmodern dance Banes Sally Casini Ropa E. (Cur.) - Ephemeria, 1993 - I Libri Dell'icosaedro
Tersicore in scarpe da tennis. La postmodern dance - Ephemeria
The choreographic novel. Il racconto di un processo artistico e di un incontro umano Bevilacqua Marta Cioffi Antonio Poletti Silvia - Ephemeria, 2022
Una coreografa in cerca di una dimora dove dare tempo ai pensieri e lasciarli liberi di trovare una forma. Un organizzatore teatrale dalla sensibilità d'artista, pronto a comprendere appieno esigenze non dette e ad accompagnare per un tempo lungo - tre anni - un processo creativo che è anche esistenziale. "The choreographic novel" è il racconto di questo incontro, del perché Antonio Cioffi di Hangartfest e la coreografa Marta Bevilacqua si sono scelti e cosa hanno saputo costruire insieme. Al centro del volume l'illuminante diario di bordo dell'autrice diviso per i tre progetti, che rivela la complessità di tutte quelle sollecitazioni che nutrono un immaginario e danno sostanza al movimento e al corpo scenico. Ma anche, in controluce, un diario di crescita personale, di un fermento interiore pronto a trovare meditato sfogo nell'atto creativo. A corollario di questo processo creativo c'è traccia dello sguardo esterno di alcuni testimoni privilegiati: una spettatrice di professione, il critico Silvia Poletti, e un gruppo di spettatori neofiti, che hanno còlto nei lavori dell'autrice esattamente ciò che ella voleva raccontare, scoprendo l'efficacia della danza come espresione.