Libri di Domenico Balestrieri
Bibliografia di Domenico Balestrieri: tutti i libri in vendita online editi da Guanda
La Gerusalemme liberata travestita in lingua milanese. Testo milanese e italiano. Ediz. critica Balestrieri Domenico Milani F. (Cur.) - Guanda, 2018 - Biblioteca Di Scrittori Italiani
Nell'ambito delle traduzioni dialettali di classici italiani, latini e greci, il primato spetta alla «Gerusalemme Liberata» di Torquato Tasso, che già nel Seicento fu tradotta integralmente in quattro dialetti: bolognese (1628), bergamasco (1670), napoletano (1689), veneziano (1693); nel 1737 si aggiunge il calabrese e nel 1755 il genovese. Traduzione significava in realtà «travestimento», cioè trasposizione su un registro comico-realistico: la trama del poema restava invariata, ma lo stile subiva un abbassamento, con l'obiettivo di un rovesciamento deformante e parodico dell'originale. Domenico Balestrieri avvia la versione milanese nel 1743, in coincidenza con la rinascita a Milano dell'Accademia dei Trasformati, di cui fu tra i rifondatori; la porterà a termine nel 1758 e la pubblicherà nel 1772 col patrocinio di Carlo de Firmian, ministro plenipotenziario della Lombardia austriaca. Nella sua «Gerusalemme» il registro giocoso e comicizzante è prevalente, ma non uniforme, e vi è spazio anche per il serio e il patetico; essa costituisce l'esito più alto nella tradizione dei travestimenti dialettali, dei quali il Balestrieri rinnova e aggiorna lo statuto stilistico alla luce di una raffinata sensibilità poetica.
Rime Milanesi per l'Accademia dei trasformati Balestrieri Domenico Milani F. (Cur.) - Guanda, 2001 - Biblioteca Di Scrittori Italiani
Sessanta testi in dialetto milanese in vario metro, che si ispirano alla realtà minuta della vita cittadina del Settecento per offrirsi al divertimento e alla riflessione del lettore. Quadretti di interni, luoghi urbani, caricature e schizzi di ambienti, persino ricette sono occasioni per porre in luce lo spaccato di una società improntata a un'etica dell'impegno civile, necessaria premessa delle imprese illuministiche. Nobili annoiati, astuti borghesi, saggi popolani sono le figure di queste "pitture dal vivo".