Libri di Ramesh Balsekar
Bibliografia di Ramesh Balsekar: tutti i libri in vendita online editi da Astrolabio Ubaldini
La verità definitiva. Un'esposizione organica dell'advaita vedanta Balsekar Ramesh S. - Astrolabio Ubaldini, 2012 - Civiltà Dell'oriente
L'eminente discepolo di Nisargadatta Maharaj espone le dottrine essenziali dell'advaita vedànta: tutto è uno, io sono l'assoluto. Il volume non ha la tradizionale forma dialogica ma si sviluppa in un discorso lineare, articolato per temi fondamentali: la natura del mondo fenomenico, il problema dell'individuo, la comprensione finale e la fine della schiavitù. Ne esce una visione organica di cui l'autore fa così un sunto: "Tutto ciò che c'è è la coscienza, che percepisce se stessa nella manifestazione fenomenica. Ciò che pensiamo di essere è mera apparenza, un'ombra priva di sostanza, laddove ciò che siamo realmente è la coscienza, il brahman senza forma. Questa comprensione equivale al totale annullamento dell'identità costruita nel corso degli anni. L'ultimo ostacolo al manifestarsi della verità, ossia dell'illuminazione, del risveglio, è infatti l'identificazione con un'entità separata. La verità definitiva, come hanno chiaramente affermato tutti i saggi, è che non c'è né creazione né distruzione, né nascita né morte, né destino né libero arbitrio, né sentiero né ottenimento. Questo è il tema del libro".
La coscienza parla Balsekar Ramesh S. - Astrolabio Ubaldini, 1996 - Civiltà Dell'oriente
Ramesh Balsekar per ventenni si è interessato all'Advaita Vedanta, la religione nata dalle antichissime dottrine tramandate nei Veda, nelle Upanishad e nella Bhagavad Gita, ha seguito maestri e si è impegnato in varie pratiche spirituali, ma solo l'incontro con Nisargadatta Maharaj si rivela decisivo per la sua ricerca. E, morendo, Nisargadatta gli affida il compito di insegnare, affinché la Coscienza possa parlare attraverso di lui, uno dei miliardi di 'organismi corpo-mente' in cui si è manifestata. Tutto ciò che c'è, è Coscienza. Il messaggio, ripetuto in queste pagine, è semplicissimo, eppure la comprensione intuitiva di queste poche parole è quel che segna la differenza tra il cercatore e il jnanin, tra chi desidera raggiungere l'illuminazione e chi può arrendersi totalmente a Ciò che È, al gioco (lila) dell'universo, avendo compreso che non esiste un 'io' che possa illuminarsi. Il pregio particolare di Ramesh Balsekar, e forse uno dei motivi per cui i suoi ascoltatori sono quasi tutti occidentali, è che non si adatta minimamente allo stereotipo del guru indiano. Non promette miracoli, non opera guarigioni, non concede poteri soprannaturali, non si propone come guida spirituale, ma la sua cultura, la sua vita lavorativa e la sua apertura mentale, unite allo straordinario impatto della sua presenza, lo rendono il ponte ideale tra l'Oriente e l'Occidente.