Libri di Baradel
Bibliografia di Baradel: tutti i libri in vendita online editi da Il Poligrafo
Zanino di Pietro. Un protagonista della pittura veneziana tra Tre e Quattrocento Baradel Valentina - Il Poligrafo, 2019 - Biblioteca Di Arte
Zanino di Pietro Charlier fu uno dei protagonisti della stagione tardogotica veneziana. Dopo un soggiorno di vent'anni a Bologna, all'inizio del Quattrocento il pittore di origini francesi fece della città lagunare la sua nuova residenza e luogo prediletto dove svolgere la propria attività. Qui, grazie a un acuto senso degli affari, riuscì a ritagliarsi un ruolo di spicco nel panorama artistico locale, avviando un'efficiente bottega. Ne sono prova tanto l'elevato numero di opere riconducibili al suo atelier, quanto l'importanza dei suoi committenti, tra i quali figura Marino Contarini. Perfettamente inserito nelle dinamiche lavorative e commerciali di una Venezia regina del mare, il pittore non limitò la sua attività al solo centro lagunare, ma giunse a esportare i suoi prodotti fino alle coste marchigiane, pugliesi e croate. Il volume, studio monografico dedicato a questa prolifica e affascinante personalità, ne ripercorre per intero la parabola artistica. Il ricco catalogo ragionato apre a un'approfondita riflessione sulle modalità operative della bottega medievale, sui rapporti con la committenza e sulle tipologie e funzioni dei dipinti.
Lo Storione. Il gioiello liberty che non c'è Baradel Virginia - Il Poligrafo, 2024 - Ottonovecento A Padova
Nel centro storico di Padova, tra il Palazzo del Bo e il Caffè Pedrocchi, esisteva un ambiente interamente decorato e arredato in stile Liberty: la sala da pranzo dello Storione, celebre albergo-ristorante costruito nei primi anni del Novecento all'interno di Palazzo del Gallo. Oggi quel gioiello della belle époque, protagonista di una travagliata vicenda, non esiste più. L'ultimo atto della sua storia ebbe luogo nel 1962 quando fu demolito l'intero Palazzo del Gallo. Una sala decorata tra il 1904 e il 1905 da Cesare Laurenti, uno dei più affermati artisti veneziani tra Otto e Novecento, in cui un tripudio di colori, fiori e stoffe vaporose per anni accolse e suscitò meraviglia negli ospiti dello Storione. Ma il suo incanto incominciò ben presto ad appannarsi. I fumi e i vapori della sala ristorante furono solo i primi nemici di quest'opera a cui si aggiunsero controversie economiche e legali, noncuranza e disinvolte innovazioni urbanistiche, fino a quando l'intera decorazione venne rovinosamente smantellata. Solo l'immaginazione potrà ricostruire la bellezza e il fascino d'epoca del ristorante Storione.
Boccioni atto primo. Pene dell'anima e la vocazione giovanile per la scrittura Baradel V. (Cur.) - Il Poligrafo, 2017 - Carte Versicolori. Biblioteca Contemporanea
Indiscusso protagonista e fervido tribuno dell'arte futurista, Umberto Boccioni manifestava già negli anni dell'adolescenza, trascorsi tra Padova e Catania, quel suo destino di eccezionalità, coltivando propositi letterari. Una vocazione che si traduce in scritti pervasi dalle percezioni che agitavano il suo animo. Tra i vari componimenti poetici e narrativi, si distingue il racconto "Pene dell'anima", che tratta della consunzione e del suicidio d'amore di una giovane donna. Una visione fosca e crepuscolare si accompagna a una scrittura che rivela il linguaggio di un giovane avvertito, spinto da un'incessante lavorio mentale a inoltrarsi nella complessità che caratterizza i temi della bellezza, dell'amore e della morte. Tra le maglie di un patetismo di maniera è possibile intravedere alcune anticipazioni che riaffioreranno nei primi anni milanesi quando, in quella tumultuosa temperie artistica, Boccioni si confronterà con simbolismo ed espressionismo, facendo emergere, come scrive Maurizio Calvesi, quell'«oscuro sentimento della morte che ne insidiava la stessa vitalità generosa».