Libri di Beneforti Barbara

Bibliografia di Beneforti Barbara: tutti i libri in vendita online editi da Iacobellieditore

Barbara Beneforti è nata a Firenze nel 1968. Si è laureata in Lettere con una tesi in dialettologia italiana. Vive e lavora a Pistoia. Da dieci anni è funzionaria presso l’ente Provincia, dove si occupa felicemente di promozione delle pari opportunità, immigrazione e contrasto alle discriminazioni. Che peraltro sono i temi che le interessano anche come impegno sociale. Ha pubblicato vari racconti, molti articoli e alcuni saggi su tradizioni popolari, dialetti e migrazioni. Ha collaborato con riviste e pubblicazioni di storia locale e linguistica. In ambito lavorativo, ha collaborato a diverse pubblicazioni su immigrazione, storia e cultura del popolo rom, tutela delle vittime di discriminazione. Nel 2011 ha scritto un romanzo, L’ultima stagione, ambientato nella seconda metà dell’Ottocento in Toscana, con il quale si è classificata al primo posto per la narrativa edita alla XIV edizione del Premio letterario internazionale Mondolibro. Abita insieme a Roberto e ai due figli, Caterina e Raniero, in mezzo a un bosco, sulle colline pistoiesi, nella stessa casa dove per più di cent’anni i suoi avi hanno lavorato come mezzadri. Grazie a queste radici profonde, ha sempre avuto voglia di confrontarsi senza paura con i mondi lontani. Ama viaggiare, leggere e chiacchierare davanti a un caffè. La scrittura per lei è memoria, impegno civile e orgoglio nel provare a dar voce a chi non ha lasciato tracce nella storia.
La disertora libro
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LIBRO   9788862523127

La disertora Beneforti Barbara   -  Iacobellieditore, 2016  -  I Leggendari

A volte le cose fatte per rimedio riescono meglio di quelle fatte per volontà. E infatti, quando l'Ersilia, bella come il sole, si ritrova incinta di un certo Giobatta e scopre che lui è già sposato, accetta di diventare la moglie del fratello Ferruccio e tutto va per il meglio. Così nasce Luce che, con quel suo nome di cosa e non di persona, cresce nella grande famiglia con un branco di fratelli per metà cugini. Ed è lei, quasi settanta anni dopo, a ritessere i fili della memoria di quella famiglia e di quel paese del pistoiese, quando la Toscana era ancora un Granducato. Per i contadini analfabeti la miseria era la stessa, allora come quando l'Italia si riunisce sotto il Re piemontese: sono loro i primi a essere chiamati per la leva obbligatoria, cinque anni di assenza dai campi che potevano significare la rovina. E per i renitenti non c'era scampo se non l'automutilazione o la fuga. Ora che le ombre minacciose della prima guerra mondiale incombono sul paese e sui suoi nipoti, la vecchia Luce ricorda il suo amante di gioventù, Vittorio detto il Tacca, che contadino non era voluto restare e a quella "guerra dei signori" non aveva voluto partecipare. Lei aveva fatto il possibile e l'impossibile per salvarlo - e di stupro allora ancora non si parlava, se ne moriva, a volte. Aveva sottratto un disertore alle autorità e più che altro si sentiva lei stessa una disertora, perché se i potenti ascoltassero le donne di guerre non se ne farebbero e non se ne sarebbero mai fatte, e gli uomini non sarebbero andati a morire.

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