Libri di Barthes
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I carnet del viaggio in Cina Barthes Roland Herschberg Pierrot A. (Cur.) - O Barra O Edizioni, 2015 - Occidente-Oriente. Diari
Nell'aprile del 1974, Roland Barthes parte per la Cina in compagnia di Philippe Sollers, Julia Kristeva, Marcelin Pleynet e del filosofo François Wahl. Il gruppo di intellettuali francesi è sottoposto a un programma serrato di visite a fabbriche, scuole, ospedali, coltivazioni agricole, quartieri cittadini, mentre i delegati locali sfornano informazioni e cifre sui successi della Cina maoista. Barthes mostra ben presto insofferenza verso l'onnipresente discorso ideologico. La sua attenzione si rivolge altrove, alle persone, ai gesti quotidiani, al gusto dei cibi, all'erotismo dei ragazzi cinesi, ai colori del paesaggio, e soprattutto agli imprevisti, agli incidenti di percorso che sfuggono alla censura e dissolvono il velo dell'artificio. I suoi quaderni, rimasti inediti fino al 2009, offrono una visione disincantata e spesso ironica di questo viaggio istituzionale. Rapide annotazioni, impressioni, osservazioni fulminanti: i Carnet, attraverso l'applicazione dello "sguardo di sbieco" si rivelano un modo sorprendente di leggere la realtà cinese dell'epoca senza incorrere nelle trappole della retorica e degli stereotipi.
I carnet del viaggio in Cina Barthes Roland - O Barra O Edizioni, 2009 - Occidente-Oriente
Nell'aprile del 1974 Roland Barthes accetta l'invito delle autorità cinesi e parte per la Cina in compagnia di Philippe Sollers, Julia Kristeva, Marcelin Pleynet e del filosofo Francois Wahl. I suoi carnet, finora inediti, offrono una visione disincantata di questo viaggio istituzionale. La delegazione soggiace a un programma serrato di visite ufficiali attraverso fabbriche, scuole, ospedali, coltivazioni agricole, quartieri cittadini, mentre i delegati locali sfoderano informazioni e cifre sui successi della Cina maoista. Barthes diviene ben presto insofferente all'ossessiva ideologia. La sua attenzione si rivolge altrove, alle persone, ai gesti quotidiani, al gusto dei piatti, all'erotismo dei ragazzi cinesi, ai colori del paesaggio e, soprattutto, agli imprevisti, agli incidenti di percorso che sfuggono alla censura e dissolvono ogni artificio. Annotazioni, impressioni, osservazioni ironiche: i carnet riflettono di continuo la volontà di non lasciarsi intrappolare dai meccanismi della retorica e dagli stereotipi. Una visione personale della realtà cinese che si va formando lungo le tappe del suo viaggio.