Libri di Bec
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Archivio Gaetano Salvemini. Inventario della corrispondenza Becherucci A. (Cur.) Bonini G. (Cur.) - Clueb, 2007 - Fuori Collana
II fondo Gaetano Salvemini, depositato presso l'Archivio dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana, è suddiviso in due grandi partizioni. La prima comprende i manoscritti di lavoro, la seconda i carteggi. Scopo dell'opera è quello di fornire un elenco dei corrispondenti di Salvemini, reperibili all'interno delle sessantasette scatole di cui si compone il carteggio, per un totale di ventimila lettere, biglietti, cartoline e telegrammi. I carteggi, che coprono un arco temporale che va dal 1894 al 1957, sono condizionati in cartelline ognuna delle quali è riservata ad un corrispondente o più raramente a un insieme di corrispondenti. Tra i più famosi si annoverano Francesco Ruffini, Piero Gobetti, Carlo Rosselli, Don Luigi Sturzo, Filippo Turati, Giovanni Amendola, Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Giovanni Gentile. Il volume vuole fornire una base di partenza per coloro che vogliano addentrarsi nell'oceano di carte che costituisce l'Archivio Salvemini.
L'utopia della concretezza. Vita di Giovanni Faraboli socialista e cooperatore Becchetti Margherita - Clueb, 2012 - Parma Contemporanea
Figlio di braccianti, e bracciante lui stesso fino all'incontro con l'attività politica e sindacale a tempo pieno, Giovanni Faraboli concepì, per tutta la vita, la militanza socialista come un'attività per realizzare passi concreti nel processo di emancipazione dei lavoratori. Una visione improntata ad un rigido pragmatismo che cercò di costruire non solo forme di resistenza alle ingiustizie della società borghese, ma luoghi e reti economico-sociali che concretamente anticipassero un futuro mondo di "liberi ed eguali". Il suo sogno di una "cooperazione integrale" sul modello reggiano, seppur per breve tempo, seppur in un territorio limitato, fu apprezzato da vasti settori del movimento operaio. Una rete economica nelle mani dei lavoratori, alternativa e competitiva con le regole di mercato dettate dagli agrari, fatta di cooperative, consorzi, spacci e laboratori, dove il lavoro fosse equamente pagato, i prezzi sotto controllo e i profitti reinvestiti in beni sociali. La sua fu un'instancabile attività di dirigente politico, sindacalista e cooperatore, prima nell'Italia liberale e poi nell'esilio francese durante la dittatura di Mussolini, fino all'adesione, ormai anziano, al Partito socialdemocratico nell'Italia repubblicana.