Libri di Beck
Bibliografia di Beck: tutti i libri in vendita online editi da Pgreco
La malattia come autoguarigione. Per una medicina olistica e una nuova visione dell'uomo Beck Dieter - Pgreco, 2012
Per la medicina è un'impostazione insolita quella di considerare le malattie come prestazioni creative, al pari di un'opera d'arte, L'Io del paziente è visto più come la vittima di una sofferenza fisica a lui estranea che non come un partecipante attivo a quest'opera. Eppure le malattie fisiche rappresentano spesso un tentativo di riparare un'offesa psichica, di compensare una perdita interiore o di risolvere un conflitto inconscio. Dieter Beck cerca di dimostrare che la malattia somatica non è un evento assurdo, da far scomparire al più presto con manipolazioni chimiche e chirurgiche, bensì l'espressione di una lotta ricca di senso per il ristabilimento psichico e fisico. Vengono poste in primo piano le capacità sintetiche dell'Io e le tendenze creative dei Sé, che mettono la malattia fisica al servizio dell'autoguarigione. Le particolarità di questa concezione della malattia sta nella valutazione positiva data alla sofferenza fisica, vista invece di solito come un fastidioso incidente, un'aggressione che va solo sconfitta e mai ascoltata.
Il rifiuto della morte Becker Ernest - Pgreco, 2026
Becker provocatoriamente dice che bisogna avere il coraggio di "guardare in faccia la morte" senza nasconderla a noi stessi. La paura del momento finale spinge tutti a darsi da are per distrarsi dalla realtà e dalla inevitabilità del proprio destino. Il terrore della morte dunque ci condiziona e origina in noi una profonda angoscia che sta alla base di ciò che facciamo e di ciò che pensiamo. L'intera civiltà umana è sostanzialmente il risultato di progetti di immortalità. E chi non riesce a dare un senso alla propria vita, a sfuggire quell'immane tritacarne che è il progetto universale cade, secondo Becker, nell'alienazione, nella malattia mentale. Il suo suggerimento? Dobbiamo cercare di sentirci a nostro agio con la realtà della nostra condizione di finitudine, con il terrore primigenio e l'ansia sottesa che motivano tutte le ambizioni frivole della vita, e possiamo scegliere più liberamente i nostri valori, senza essere imprigionati dall'illogica ricerca dell'immortalità, emancipandoci dai pericoli delle visioni dogmatiche.