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LIBRO   9788892141414

La tutela dei beni culturali nel costituzionalismo multilivello Mabellini Stefania   -  Giappichelli, 2021

Per sessant'anni l'assetto dei beni culturali ha accompagnato, pressoché inalterato, l'evoluzione dello Stato italiano. Neanche la considerazione che la Costituzione repubblicana, al suo art. 9, comma 2, abbia elevato la tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione a principio fondamentale ha influito sul corso della disciplina, la quale ha "galleggiato", tal quale, nella nuova cornice costituzionale. L'approvazione, alla fine degli anni '90 del secolo scorso, del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali ha chiuso un ciclo, inaugurando una nuova stagione normativa, che ha trovato il suo apice - ma non certo la sua conclusione - nel Codice dei beni culturali e paesaggistici del 2004: al lungo letargo è, così, seguita una fase di apparente entropia. Due, in particolare, le questioni attualmente sul tappeto. In primo luogo, si affianca, a quello della tutela, il fronte della valorizzazione, che, anche sull'onda del principio di sussidiarietà, chiama in causa il poliedrico ruolo del "privato": dalla dismissione del patrimonio culturale pubblico all'ammissione dei "privati" alle attività di gestione, fino al concorso finanziario privato sotto forma di "sponsorizzazioni" e "mecenatismo". Inoltre, quanto mai ineludibile è il nodo del rapporto con il diritto internazionale e quello dell'Unione Europea, i quali, "infiltrandosi" nell'ordinamento nazionale, lo costringono a fare i conti con opzioni assiologiche non sempre coerenti con il tessuto normativo interno. Si pensi alla problematica accezione anche immateriale del "patrimonio culturale", nonché alla controversa tutela del possessore nelle ipotesi di traffico illecito di beni culturali. È in questa prospettiva che il libro ripercorre gli istituti di tutela dei beni culturali, sottoponendoli ad indagine con la "lente" della Costituzione italiana, pur nella consapevolezza che neanche quello culturale - terreno sul quale tradizionalmente si registra un'accentuata "gelosia" nazionale - può a buon diritto continuare a considerarsi un terreno davvero autoreferenziale, riservato in via esclusiva alla volontà sovrana degli Stati.

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LIBRO   9788892105171

La tutela dei beni culturali nel costituzionalismo multilivello Mabellini Stefania   -  Giappichelli, 2016

Per sessant'anni l'assetto dei beni culturali ha accompagnato, pressoché inalterato, l'evoluzione dello Stato italiano. Neanche la considerazione che la Costituzione repubblicana, al suo art. 9, comma 2, abbia elevato la tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione a principio fondamentale ha influito sul corso della disciplina, la quale ha "galleggiato", tal quale, nella nuova cornice costituzionale. L'approvazione, alla fine degli anni '90 del secolo scorso, del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali ha chiuso un ciclo, inaugurando una nuova stagione normativa. Al lungo letargo è seguita una fase di apparente entropia: un susseguirsi convulso di interventi normativi che non sembra ancora destinato ad arrestarsi e che ha conferito alla legislazione dei beni culturali il carattere della palpabile instabilità. Ad accrescere la quale concorre, sempre più incisivamente, il condizionamento esercitato dal diritto internazionale e da quello dell'Unione europea, i quali, "infiltrandosi" nell'ordinamento nazionale, lo costringono a fare i conti con opzioni assiologichE non sempre coerenti con il tessuto normativo interno.

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La tutela dei beni culturali nel costituzionalismo multilivello libro
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LIBRO   9791221129830

La tutela dei beni culturali nel costituzionalismo multilivello Mabellini Stefania   -  Giappichelli, 2025  - 

Dalla fine degli anni '90 del secolo scorso, superando un lungo letargo, la materia dei beni culturali vive una condizione di entropia. Per un verso, emerge vistosamente il poliedrico ruolo del "privato": dalle dismissioni alle sponsorizzazioni. Per l'altro, si fa centrale il rapporto con il diritto internazionale e quello dell'Unione Europea, i quali, "infiltrandosi" nell'ordinamento nazionale, lo costringono a fare i conti con opzioni assiologiche non sempre coerenti con il tessuto normativo interno. A complicare lo scenario, si aggiunge la "rivoluzione digitale", con cui il patrimonio culturale deve sempre più intensamente confrontarsi. In questa prospettiva il libro ripercorre gli istituti di tutela dei beni culturali, sottoponendoli ad indagine con la "lente" della Costituzione italiana, nella consapevolezza che neanche quello culturale può, a buon diritto, continuare a considerarsi un terreno davvero autoreferenziale, riservato in via esclusiva alla volontà sovrana degli Stati.

€ 30.00 € 28.50