Libri di Pietro Bembo
Bibliografia di Pietro Bembo: tutti i libri in vendita online editi da Salerno Editrice
Le rime Bembo Pietro Donnini A. (Cur.) - Salerno Editrice, 2008 - Testi E Documenti Di Letteratura E Lingua
A lungo trascurata a favore delle opere volgari in prosa e fatta segno solo di recente di un recupero di attenzione negli studi, la produzione poetica di Pietro Bembo (1470-1547) fu continua negli anni e molto fortunata tra i contemporanei e i posteri. Questa edizione delle Rime rivaluta il manoscritto Viennese, idiografo e rivisto dall'autore sino al limite della propria esistenza, contro la più accreditata ma assai sospettabile edizione postuma; mette a frutto per la prima volta una complessiva recensione della cospicua tradizione manoscritta e a stampa, e propone alcune significative accessioni, apografe e autografe, a quanto noto sino ad oggi. Al "canzoniere" vero e proprio si aggiunge la raccolta dei testi rifiutati, dispersi, e dubbi. Attraverso le schede di apparato è possibile ripercorrerne l'evoluzione. Le rime sono inoltre accompagnate da un commento che fornisce il necessario ausilio alla lettura: chiarisce cronologia e occasioni di composizione; identifica personaggi e fatti storici menzionati o allusi; assolve alle funzioni minime di "traduzione" di parole o giri di frase desueti; segnala i loci paralleli nella produzione bembiana (rime e altre opere); propone fonti che verosimilmente sono state utilizzate nella composizione e nella rielaborazione dei testi; analizza le modifiche ad essi apportate dall'autore.
Stanze Bembo Pietro - Salerno Editrice, 2020 - Testi E Documenti Di Letteratura E Lingua
«Pietro Bembo (1470-1547), cardinale e uomo di lettere di assoluta preminenza nel Rinascimento europeo, è presente nella memoria collettiva soprattutto per la sua opera di grammatico - basti pensare alla funzione fondamentale svolta dalle Prose (1525) - e per il suo ruolo di fondatore del classicismo lirico, anche se non disdegnò di esercitarsi in molti generi, non solo di registro alto. Tra i suoi scritti "minori", particolare rilievo assumono le Stanze: composte nel 1507, in occasione del Carnevale urbinate, sono un poemetto in 50 ottave incentrato sull'invito primaverile all'amore, rivolto alla duchessa Elisabetta Gonzaga e alla nobildonna Emilia Pio. Questo testo, oggi quasi dimenticato, godette ai suoi tempi di una straordinaria fortuna e rappresentò un punto nodale nella storia della letteratura rinascimentale e dell'ottava rima: insieme alla canzone Alma cortese e dopo gli Asolani (1505), le Stanze indicarono infatti la via per la nascita del petrarchismo cinquecentesco. Al poemetto Bembo dedicò assidue cure e continuò a ritoccarlo attraverso un paziente lavoro di lima che durò almeno fino al 1545: segno dell'importanza, al di là dell'occasione che lo generò, ad esso riconosciuta dal suo illustre autore. Trasferendo la lezione linguistica e formale di Petrarca in un altro genere, di livello umile, e appoggiandosi alla propria vasta cultura umanistica, Bembo diede l'esempio di una poesia moderna profondamente classica e insieme adatta ai gusti di un pubblico largo. Il volume offre un nuovo commento e un'ampia introduzione al testo che permettono al lettore di apprezzare il senso dell'operazione di Bembo sia sul versante serio dell'innovazione letteraria sia sul fronte giocoso dell'occasione carnevalesca da cui esso nacque, due aspetti fondamentali della cultura rinascimentale non sempre adeguatamente valutati. Il commento, oltre a chiarire puntualmente il significato del testo, si concentra sugli aspetti linguistici, variantistici e intertestuali al fine di restituire un'immagine completa del progetto letterario sotteso alle Stanze, illustrandone il rapporto non solo con Petrarca ma anche con i classici latini e con la tradizione in ottave e quattrocentesca (Boccaccio, Boiardo, Lorenzo e Poliziano).» (Amelia Juri)