Libri di Giampietro Berti
Bibliografia di Giampietro Berti: tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino
Il principe e l'anarchia. Per una lettura anarchica di Machiavelli alla luce di una lettura machiavelliana dell'anarchismo Berti Giampietro - Rubbettino, 2023 - Zonafranca
Questo libro intende far luce sul legame ontologico profondo che unisce Machiavelli all'anarchismo, secondo cui la politica, ovvero la sua articolazione effettiva, il potere ,costituisce il metro universale di spiegazione dell'azione umana nella storia; una spiegazione, questa, che si pone su un piano unico rispetto ad ogni altra concezione filosofica, religiosa o qualsiasi altra natura. Un abisso, infatti, separa questa idea da ogni altra visione del mondo perché è il processo primario della politica, o, come si direbbe oggi, del politico, ciò che istituisce la società conferendole quella forma simbolica e ordinatrice sotteso alla quale agisce il potere; naturalmente se la politica viene identificata, senza residui, con il potere stesso. Le motivazioni economiche, sociali, etniche, religiose, ideologiche, etiche, estetiche, amorose possono costituire senz'altro il motore della storia, ma è la lotta per il potere che, alla fine, decide la sua direzione e il senso di questa direzione. Machiavelli è il primo grande interprete della divinizzazione della politica, essendo l'analista più disincantato e l'apologeta più conseguente.
Crisi della civiltà liberale e destino dell'occidente nella coscienza europea fra le due guerre Berti Giampietro - Rubbettino, 2021 - Saggi
Il presente studio è centrato sulla crisi della civiltà liberale fra le due guerre, così come si è presentata nella sua molteplicità di aspetti filosofici, etici, politici e ideologici: l'impatto del conflitto mondiale nell'universo della cultura, la problematica idea di libertà, il dibattito sulla natura dei regimi totalitari, la critica del comunismo e del fascismo, l'avvento della società di massa, la ricerca di un'alternativa all'esistente, la controversa questione circa l'identità storico-culturale dell'Europa e, più in generale, dell'Occidente e del suo destino. Dall'esame complessivo di questo insieme emergono le ragioni per cui, a fronte di visioni del mondo radicalmente avverse alle sue finalità ideali (come lo sono stati il comunismo, il fascismo e il nazismo), la civiltà liberale non è stata in grado di difendere la sua ragion d'essere, la libertà; ciò a conferma della sua precarietà e fragilità. Risulta chiaro altresì come in questo trentennio la vera divisione politica e ideale non sia passata tra il fascismonazismo e il comunismo, o tra il fascismonazismo da una parte e il comunismo e la democrazia liberale dall'altra, ma tra la civiltà liberale e i nemici della "società aperta", ovvero, indistintamente, fra tutti i totalitarismi e la libertà. È questa la contrapposizione - libertà o non-libertà - che costituisce il vero criterio di spiegazione e valutazione per tutta l'età contemporanea, a partire dalla rivoluzione francese.