Libri di Bertolucci
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Villa Carlotta. Der Garten und das museum. Kunsthistorischer Führer Bertolucci S. (Cur.) Cottini P. (Cur.) - Silvana, 2010
Tra le storiche ville che si affacciano sulla sponda occidentale del lago di Como, Villa Carlotta ha sempre ricoperto un posto preminente. La villa, risalente alla fine del Seicento, fu fatta costruire dal ricco mercante lariano marchese Giorgio Clerici. Nel 1795 passò in proprietà alla famiglia Sommariva e più tardi, nel 1843, fu acquistata dalla principessa Marianna di Nassau, moglie di Alberto di Prussia, che la donò alla figlia Carlotta in occasione delle nozze con il principe ereditario Giorgio di Sassonia-Meiningen. Dal 1927 la villa, di proprietà dello Stato Italiano, è gestita dall'Ente Villa Carlotta. La guida propone due itinerari di visita: il primo è dedicato alla costruzione della villa e del famoso giardino, mentre il secondo illustra l'interno della villa, arricchito di arredi Impero, arazzi settecenteschi, dipinti di Hayez, Wicar e Migliara, affreschi di Appiani celebranti le glorie e i fasti di Napoleone, sculture del laboratorio del Canova e fregi di Thorvaldsen.
Invito al lago di Como. Manifesti, cartoline e dépliant, 1895-1950. Catalogo della mostra (Tremezzo, 27 luglio-16 settembre 2012). Ediz. italiana e inglese Bertolucci S. (Cur.) Gatti M. (Cur.) - Silvana, 2012 - Cataloghi Di Mostre
Tra il XIX e il XX secolo i primi successi della classe borghese, il nuovo modo di viaggiare e, non da ultimo, lo sviluppo di nuove vie commerciali aprirono le strade del Lario a un nuovo turismo, più popolare (anche se, ovviamente, non di massa), basato sul fascino della villeggiatura e del tempo libero e su occasioni di socialità e di salutare esercizio fisico. Queste nuove esigenze portarono a un'importante riqualificazione del territorio e degli operatori che si trovarono a dover indirizzare un flusso di persone, sempre più numeroso, moderno e spesso cosmopolita, attraverso nuove forme di comunicazione, come il manifesto, che fin dai primi decenni del XX secolo dimostrò una sorprendente capacità persuasiva. Il mezzo litografico apparve subito ideale per assecondare le nuove esigenze e per riprodurre con agio il bozzetto dell'illustratore; anche l'utilizzo del medesimo bozzetto per una serie di prodotti coordinati al manifesto, dal dépliant alla cartolina, diede risultati importanti e riuscì a creare per il Centro Lario un fenomeno identitario molto forte.