Libri di Bet
Bibliografia di Bet: tutti i libri in vendita online editi da Aliberti
L'eunuco del tempo Bettelli Gabriella - Aliberti, 2007
L'eunuco del tempo - Aliberti
Carte segrete. Roma, l'Italia e il PD tra politica e vita Bettini Goffredo Fotia Carmine - Aliberti, 2013
Dal dialogo tra un politico di razza e un giornalista prestigioso nasce un libro che è insieme il racconto di una vita, di una città, di una lunga esperienza politica. Allontanatosi dall'Italia dopo la sconfitta del Pd nel 2008 rinunciando a qualsiasi incarico politico e parlamentare, Goffredo Bettini, che di quel partito era stato il coordinatore, torna dall'Oriente e tira fuori dal cassetto le sue "carte segrete": sulla politica romana che ha vissuto sempre in primo piano, la sua classe dirigente e i suoi intellettuali. Ma scruta anche nel proprio intimo e, come il protagonista del film di Roberto Andò, "Viva la libertà", racconta per la prima volta le sue crisi emotive. Infine annuncia la propria presenza diretta nella battaglia politica del Pd.
In dialogo con i lontani. Memorie e riflessioni di un vescovo un po' laico Bettazzi Luigi - Aliberti, 2008
Dopo i sempre più frequenti episodi di integralismo religioso, la querelle sui rapporti tra le confessioni religiose e la laicità è uno dei temi più affrontati dalla pubblicistica e dall'editoria occidentale, in America come in Europa. Si discute del valore in sé della religiosità, dei suoi positivi contributi per la società civile, sia in riferimento alla politica sia alla bioetica e ai cosiddetti valori morali del cittadino. D'altro canto non si dimenticano le difficoltà intrinseche al rapporto delle religioni con le società, con gli stati, con la coscienza individuale del cittadino. È di indubbio interesse e curiosità che ne parli in Italia, in piena querelle fra "teodem", "neocon" e "atei devoti", monsignor Bettazzi, il più giovane vescovo italiano presente al Concilio Vaticano II e protagonista della maggioranza conciliare "progressista", coordinata dal cardinal Lercaro e da don Dossetti. Autore della famosa "Lettera a Berlinguer", con la quale auspicava a metà anni Settanta un rinnovato e fertile dialogo fra cattolici e laici, subito dopo la quale il Segretario del PCI proponeva pubblicamente il "compromesso storico", fu più volte, e senza motivi, definito "il vescovo rosso"; spiegava come anche un "episcopo", sempre rispettoso della dottrina e della tradizione, alla luce dei testi e dello spirito del Vaticano II, non cessi di essere pienamente cittadino, e perciò necessariamente laico, privo di ogni tentazione di "imperialismo" ideologico.