Libri di Betschart
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Teresianum. Rivista della Pontificia Facoltà Teologica e del Pontificio Istituto di Spiritualità "Teresianum" (2020). Vol. 2 Betschart C. (Cur.) - Ocd, 2021
Gaudium et spes, luctus et angor... queste famose parole dell'ultimo Concilio, poste all'inizio della Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, si riferiscono ai nostri contemporanei, i poveri in particolare, e insieme a loro a tutti i discepoli di Cristo. In dimensione ridotta, questi termini esprimono anche la mia esperienza di questi ultimi sei anni, come direttore della rivista Teresianum. Spero che la gioia e la speranza siano sempre più predominanti nel futuro della rivista sotto la guida del nuovo direttore Lukasz Strzyz-Steinert, professore aggiunto della nostra Facoltà e già membro del comitato editoriale. Visto che al momento della sua nomina questo numero era già pronto, mi ha suggerito di scrivere ancora l'ultimo editoriale, aprendo così la strada a una nuova tappa e a un nuovo orizzonte. Negli ultimi anni, si è scelto di porre l'accento, oltre che su diversi contributi dei professori della nostra Facoltà, soprattutto sull'ambito degli studi accademici carmelitani, cosicché quasi tre quarti degli articoli sono legati a figure o temi del Carmelo. Anche se di solito i numeri della rivista sono composti da una miscellanea di articoli in cinque lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco), abbiamo potuto offrire tre numeri tematici (con tendenza crescente!): il primo, nel 2015, raccoglie i contributi del convegno internazionale sull'humanum in Teresa d'Avila, in occasione del cinquecentenario della sua nascita, il secondo, nel 2018, sull'orientamento della teologia spirituale nella nostra Facoltà con diversi articoli dei professori del Teresianum (numero esaurito e, forse, da riprendere) e il terzo, nel 2019, con gli interventi al convegno su memoria e speranza in Giovanni della Croce. Dal 2015 la pubblicazione online viene curata da Brepols, ma gli articoli più datati sono presenti su varie piattaforme: con accesso libero sul catalogo pubblico della biblioteca del "Teresianum" (1947-), su Dialnet (1947-) e sul BIS (Bibliographia Internationalis Spiritualitatis, 2007-), con apposito abbonamento su ATLA (American Theological Library Association) e su ProQuest Religion Database. Inoltre, la rivista è stata valutata positivamente dai seguenti organismi: LITaRS (Louvain Index of Theology and Religious Studies), CIRC (Clasificación Integrada de Revistas Científicas 2020), ERIH Plus (European Reference Index for the Humanities) e in Italia da ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).
Teresianum. Rivista della Pontificia Facoltà Teologica e del Pontificio Istituto di Spiritualità «Teresianum» (2020). Vol. 1 Betschart C. (Cur.) - Ocd, 2020
"Dopo l'ultimo numero dedicato al binomio memoria-speranza in Giovanni della Croce, pubblichiamo questa volta un volume con una miscellanea di articoli in buona parte costituita da studi carmelitani: su Giovanni della Croce, su Edith Stein, sulla presenza dei Carmelitani nella querela quietista in Francia e per la prima volta un testo sulla carmelitana Ruth Burrows. In primo luogo offriamo un nuovo contributo di Iain Matthew sull'argomento «All Said in the Son: An Intertextual Study of Cántico (CB 11) and Subida (2S 22)». L'autore collega il famoso capitolo 22 del secondo libro della Salita alla strofa 11 della seconda versione del Cantico spirituale e mostra che la relativa staticità del Cristo, in cui secondo la Salita tutto è detto, viene arricchita dalla prospettiva dinamica, anzi escatologica della pienezza d'amore del Cantico. Viceversa ciò significa che il proposito mistico del Cantico è radicato nel Cristo del Credo. Michelle Jones è l'autrice di una tesi dottorale su Ruth Burrows e propone nel suo articolo intitolato «For Us and for Our Salvation: The Spiritual Theology of Ruth Burrows» una chiave di lettura per entrare nella proposta di teologia spirituale della carmelitana e scrittrice inglese. La citazione del Credo «per noi e per la nostra salvezza» si trova anche nella prima lettera che l'autrice ha ricevuto da Burrows e che ha orientato la sua ricerca, mostrando nella sua opera un radicamento carmelitano e un ripensamento di queste radici, mediante il proprio vissuto, in prospettiva evangelica. Il contributo di Sylvio Hermann De Franceschi su «Orthodoxie ecclésiale et spiritualité quiétiste à la fin de l'âge classique. La question de la tradition dans la querelle des nouveaux mystiques au tournant des XVIIe et XVIIIe siècles» analizza la querela quietista dal punto di vista della concezione della tradizione. Oltre alla polemica tra Bossuet e Fénelon, nella quale il secondo è riuscito - proprio mediante la sua valorizzazione della mistica - a mettere in rilievo una visione dinamica della tradizione senza però lasciare tra partentesi l'unità della fede, l'autore sottolinea particolarmente il contributo di una figura carmelitana meno conosciuta, il francese Honoré de Sainte-Marie (1651-1729) e le sue pubblicazioni di mediazione nei dibattiti sulla mistica. L'articolo di Bazyli Degórski con il titolo «Tipologia di donne nelle Vitae Patrum di san Girolamo» viene proposto in seguito all'edizione italiana delle Vitae Patrum di Girolamo, curata dallo stesso autore. Nelle tre Vitae di Paolo, eremita di Tebe, di Ilarione e di Malco, vengono presentate le figure femminili (dalla meretrice fino alla madre e padrona) e, attraverso loro, il cammino che Girolamo percorre nel concepire il rapporto con le donne. Il contributo di Nicolas Bossu, intitolato «Prévenir et réparer l'infidélité à l'école de David. Réflexions sur l'adultère dans l'Église à la lumière du Second Livre de Samuel», propone una lettura esegetica della vicenda di Davide e Betsabea (2S 11-12) e ne deduce una riflessione pastorale sulla realtà dell'adulterio e le conseguenti esigenze di ricostruzione umana e morale. Lo studio di Marcus Knaup su «Edith Stein and Bioethics» identifica nel pensiero steiniano vari aspetti della sua filosofia della natura, un po' meno approfondita nella lettura secondaria, e li mette in correlazione con le questioni bioetiche attuali, in particolare con le modalità di trattare e proteggere la vita umana nei più deboli. Infine pubblichiamo la prolusione tenuta, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico e della festa di santa Teresa di Gesù, patrona insieme a Giovanni della Croce della nostra Facoltà, il 15 ottobre 2019. Valéry Bitar ha parlato di «Una "liturgia epifanica" per la vita del mondo» proponendo, in dialogo particolarmente con Schmemann e Corbon, di accentuare la prospettiva cosmica della liturgia."