Libri di Massimo Bettetini
Bibliografia di Massimo Bettetini: tutti i libri in vendita online editi da Societa Editrice Fiorentina
Il figlio di Varenne Bettetini Massimo - Società Editrice Fiorentina, 2024 - Ungarettiana
Persone che fotografano, che camminano, che parlano; inconsapevoli personaggi di quella Milano che Massimo Bettetini aveva definito "fiaba di pietra". Uno scorcio di piazza del Duomo, a due passi dal battistero dove Ambrogio battezzò Agostino. Così la copertina invita alla lettura di queste cinquanta poesie, a comporre un quadro unitario di rimandi, con immagini nette che dalle cose portano al metafisico, immagini radicate nel reale, eternate dalla parola. La luna sullo sfondo di case di periferia, una formica, colta al risveglio primaverile, due sposi che vanno «incontro alla mano / benedicente di un padre», recluso in carcere, «nato per questo / sepolto dal male»: fotogrammi di una verità che non si nasconde. Da un inizio dove compare la mano del Bambino di Natale nell'eterno presente creatore, grazie a una saggia scelta verbale, è definito un sentiero letterario che non ammette derive e nella semplicità squaderna cos'è poesia.
La tunica bianca Bettetini Massimo - Società Editrice Fiorentina, 2021 - Ungarettiana
«La figura di Giovanni nel poema si confonde con la figura di Gesù, l'anello di congiunzione è rappresentato dalla "tunica", quella giocata a dadi dai soldati romani, segno di purezza, ma anche di spoliazione. [...] La ricerca antropologico-filosofica comprende l'analisi dell'esperienza del divino e apre alla riflessione su Dio. Tutto ciò è espresso in modo poetico e dietro ci sono i grandi filosofi e teologi del passato: Agostino, Tommaso d'Aquino, Cartesio, Husserl, Edith Stein con la sua «Scientia Crucis», la descrizione dell'esperienza mistica di san Giovanni della Croce.
Luce di Candoglia Bettetini Massimo - Società Editrice Fiorentina, 2020 - Poesia
Il poeta mago procede qui per accumulazioni, salti lessicali e culturali, decantazioni operate nell'alambicco della lingua e delle figure culturali, quasi a voler disorientare il lettore, impedendogli ogni torpore, l'acquiescenza alle abitudini dell'hypocrite lecteur. Qui, sembra voler dire, non troverete alcun verso trasparente, niente «Chiare fresche dolci acque» o «Dolce e chiara è la notte e senza vento...» Bettetini si pone su un crinale arduo e scosceso: lascia spesso parlare la voce interiore, dandole piena padronanza sulla lingua, fino a sfiorare una occulta logica onirica in ossequio ai presupposti delle poetiche moderne da Mallarmé in poi. O forse e meglio: lascia che la lingua si faccia voce interiore. (dalla «Prefazione» di Bruno Nacci)