Libri di Bevacqua
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Nel confine. Indagine sul principio del terzo escluso Bevacqua Stefano - Alboversorio, 2014 - Studi
Nel luogo dei confini si riassume il Principio del Terzo escluso. Tra i lembi riunenti e separanti del confine c'è infatti qualcos'altro, un in mezzo. Obiettivo dell'indagine è l'esplorazione di questo luogo, nel tentativo di affrontare questa antica ed annosa questione. Bisogna riconoscere che senza il Principio del Terzo escluso ogni gesto e pensiero sarebbe assai complicato, perché l'indeterminazione, l'incertezza, l'equivoco si impadronirebbero di ogni cosa. Ma, altrettanto, si deve riconoscere che quel vuoto beante di equivocità attrae come una spirale che riavvolgendosi muta costantemente il segno fino ad assumere tutti i segni. Ma che forma potrebbe avere questo Terzo? Non quella di un ambito logico, di una possibilità di negazione sia dell'uno sia dell'altro dei poli dell'opposizione. Neppure la forma di una sintesi, di un luogo nel quale si dirime la polarità tra le opposizioni cancellandole in una unità di livello superiore. Semmai una forma relazionale, lasciando gli attori oppositivi al loro posto ed iniziando ad osservare il loro mondo non da uno di essi e nemmeno da un cielo di un altro mondo, bensì dalla relazione medesima che li unisce dividendoli in una ripetizione equivoca ed imprecisa, ma certa nel suo essere quasi uguale, e quindi non unica né molteplice, ma soltanto multipla e simile.
Nell'equivoco. Indagine sulla necessità del terzo incomodo Bevacqua Stefano - Alboversorio, 2016 - Studi
Prosecuzione ideale di "Nel confine", pubblicato per i tipi di Alboversorio nel 2014, questo lavoro mira a individuare nel grande panorama del pensiero occidentale alcuni passaggi nei quali emerge con prepotenza la necessità di un elemento terzo che, paradossalmente, risulta ineludibile proprio per superare la contraddizione radicale che lo vorrebbe escludere. Il terzo, che si propone come necessario e quasi sempre incomodo, serve dunque a far funzionare il pensiero, a renderlo lineare ed efficace. Eppure, con l'eccezione assolutamente radicale di Eraclito e quelle parziali di Nietzsche e di altri autori più recenti, nessuno l'ha davvero cercato. Salvo utilizzarlo a piene mani. Capita a Platone, che deve inventare la chora per far funzionare il suo sistema e che poi dona un senso di terzietà anche ad Eros e alla Diade, ed anche ad Anassimandro; capita allo stesso Friedrich Nietzsche, che sfiora il senso di un mondo di "quanti in relazione tra loro", e perfino ad Heidegger, che deve scovare l'idea di frammezzo per garantire all'Essere (con la E maiuscola) di non fare la fine di una qualsiasi cosa d'ogni giorno; capita infine a Merlerau-Ponty, con la geniale intuizione della chair du monde, luogo terzo, chiasmatico, senza il quale nulla potrebbe istituirsi. Il terzo c'è, ed è sempre tanto equivoco quanto necessario ed incomodo.