Libri di Calixthe Beyala
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Gli Alberi ne parlano ancora Beyala Calixthe - Feltrinelli, 2010 - Universale Economica
La quasi centenaria Edena rievoca la propria vita e quella del suo popolo, gli etoni. Edena è la figlia del capo villaggio Assanga Dju-li, in Camerun. Bambina all'inizio del romanzo, la vediamo crescere di capitolo in capitolo. Non bella, ma forte e intelligente, di carattere non somiglia né alla madre Andela, donna devota e rassegnata, né alla seconda moglie del padre, l'edonista e sfrontata Fondamento di Piacere. A fianco del padre si sente al riparo dai pericoli che minacciano la sopravvivenza della comunità, ma la colonizzazione avanza, sotto i tedeschi prima, poi sotto i francesi, e l'autorevolezza del capotribù ne viene travolta. Edena intanto, sebbene innamorata del primo convertito al cristianesimo nel villaggio, viene data in sposa al padre di lui, il successore designato di Assanga, Gazolo, che le impone una vita di frustrazioni e umiliazioni. Finché lei non si ribella e fugge nella giungla, per poi rifugiarsi nel locale gestito da Fondamento di Piacere dove scopre quanto sia facile il passo dalla sottomissione alla prostituzione. Una volta fuggita dal villaggio ha acquisito maggiore consapevolezza di sé, e la maturità dell'indipendenza le fa capire meglio la fragilità umana, l'ipocrisia delle convenzioni e il destino della sua gente, una civiltà in via di dissoluzione.
Gli onori perduti Beyala Calixthe - Feltrinelli, 2005 - Universale Economica
La verginità come vanto e come condanna. Dal villaggio camerunense di Cuscus alla Belleville parigina: il viaggio di una donna emarginata alla conquista di sé in un mondo che sta cambiando. Calixthe Beyala mescola i toni del dramma e della commedia, sfodera pietà e ironia, rappresenta sofferenza e gioia di vivere, descrivendo due condizioni di vita, entrambe ricche di contraddizioni: nella prima parte l'esistenza colorata, rumorosa, esuberante di un villaggio camerunese, e nella seconda quella degli immigrati africani in una città come Parigi, oscillante tra gelosa conservazione delle tradizioni e apertura verso culture differenti.