Libri di Bianchi
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Oltre l'inclusione. Pedagogia criticica, tokenismo e decolonizzazione nei contesti educativi Bianchi Lavinia D'antone Alessandro - Scholé, 2024 - Saggi
Anche in campo educativo, inclusione, integrazione e inserimento non sono concetti neutrali né trasparenti, in virtù del loro rapporto con il potere delle professionalità coinvolte e dei caratteri impliciti e difficilmente leggibili che tali pratiche recano con sé. I due saggi presentati in questo volume affrontano, in chiave di pedagogia critica (sul piano generale, sociale e interculturale) l'ampia problematica dell'inclusione. All'interno di essa emerge in particolare il tema del tokenismo, una forma di esclusione e segregazione mistificata, apparentemente leggibile in termini emancipativi, ma che in realtà ribadisce la subalternità dei soggetti che ne vivono, direttamente e indirettamente, gli effetti. Alcuni esempi: l'unico membro nero di un gruppo completamente bianco, una persona con disabilità in un team, la sola donna in una classe maschile... Una "inclusione subalterna" che avviene generalmente a seguito di cambiamenti nelle politiche o nelle procedure di una organizzazione, ma non indica necessariamente che questa sia diventata meno discriminatoria. Un fenomeno sfuggente e polisemico, spia dei rapporti tra educazione e potere, tra libertà e condizionamento, tra rappresentazioni e vissuti, analizzato per favorirne la comprensione e la decostruzione da parte di insegnanti, educatori professionali e pedagogisti.
Pedagogia interculturale e inclusione sociale Bianchi L. (Cur.) D'antone A. (Cur.) - Scholé, 2026 - Pedagogia
In un tempo in cui l'intercultura e l'inclusione rischiano di svuotarsi in slogan rassicuranti o in una sterile retorica delle «buone intenzioni», questo volume propone una visione nuova e radicale. L'educazione non è mai un atto neutro, ma un campo di battaglia teorico e politico in cui si costruiscono gerarchie, visioni del mondo e reali possibilità di convivenza. Muovendo da una prospettiva pedagogica critica, il manuale invita a superare la tentazione di un'inclusione puramente simbolica - quella forma di visibilità che rassicura le istituzioni senza intaccare realmente il potere che discrimina - per riscoprire l'agire educativo come autentica pratica di emancipazione e giustizia sociale. Attraverso una scrittura corale e rigorosa, il testo interroga le condizioni materiali e simboliche che rendono possibile l'incontro con l'altro, decostruendo il paradigma eurocentrico che ancora abita i nostri sistemi formativi e smascherando le asimmetrie nascoste dietro il lessico umanitario di facciata. Dalla sfida delle frontiere postdigitali all'analisi dei pregiudizi algoritmici nella condizione onlife, queste pagine offrono strumenti teorici e operativi per professionisti e ricercatori che intendano trasformare l'aula in uno spazio di formazione e trasformazione. Prefazione di Massimiliano Fiorucci. Contributi di Lavinia Bianchi, Michele Cagol, Alessandro D'Antone, Rosita Deluigi, Alessandro Ferrante, Andrea Mariuzzo, Alessandro Vaccarelli, Davide Zoletto.
Il metodo autoetnografico in pedagogia Bianchi Lavinia - Scholé, 2025 - Saggi
Etimologicamente radicata nei termini greci autós (sé), éthnos (contesto culturale) e graphé (scrittura/narrazione), l'autoetnografia è un lavoro di ricostruzione del passato influenzata dal presente, dalle emozioni e dai significati che attribuiamo agli eventi. Deve quindi interrogarsi non solo su ciò che racconta, ma anche sulle parole che sceglie e sui loro effetti, per "decolonializzare" l'impianto descrittivo, sapendo che la memoria è sempre un atto di indagine e resistenza che ci lega agli altri e permette di trasformare il vissuto in conoscenza condivisa. Anche in campo pedagogico l'autoetnografia rappresenta una opportunità per le pratiche epistemologiche eticamente rispettose e trasparenti, che giustificano il crescente interesse del panorama accademico contemporaneo verso tale approccio. Questo manuale, una novità nel nostro panorama editoriale, ne ricostruisce gli sviluppi a partire dalla sua genesi, negli anni Settanta del secolo scorso - attraverso autrici e autori come bell hooks, Angela Davis, Galit Atlas e Catalina Montenegro González - e propone modelli operativi, con particolare riguardo alle prospettive interculturale e di genere. L'autoetnografia non è solo un metodo per una ricerca incarnata, situata e trasformativa, ma anche un modo di essere nel mondo, per un sapere in grado di interrogare criticamente le relazioni tra sé, cultura, storia e società.