Libri di Mario Bitetti
Bibliografia di Mario Bitetti: tutti i libri in vendita online editi da Nuova Prhomos
La strana scomparsa di Ambrogio Taranton Bitetti Mario - Nuova Prhomos, 2021
Una mattina la donna delle pulizie si reca per fare le consuete pulizie a casa del signor Taranton e non lo trova. Che fine ha fatto costui? Si è assentato momentaneamente? Invece non è così. Il pensionato Taranton, uomo piccolo ed insignificante, è scomparso e non se ne comprendono le ragioni. Chi può avere motivazioni così forti da far scomparire un uomo insulso e solitario, che soltanto con la quiescenza ha riscoperto la gratificazione derivante dallo stendere alcune relazioni sociali? Egli da pensionato è diventato attivo nella associazione dei liberi pensionati italiani della sua città. Il solerte capitano Monterosa, a cui compete la tutela dell'ordine pubblico nella città, indaga a trecento sessanta gradi. Sembra diverse volte essere ad una svolta cruciale, di avere fra le mani l'autore del misfatto, il responsabile della scomparsa del povero pensionato, ma poi tutto sembra svanire nel nulla e il tutore dell'ordine si ritrova a ripartire da capo, sempre più sconsolato. Per quanto concerne le indagini i sospetti s'addensano dapprima su una compagna di vecchiaia del Taranton, tale Lidia, con cui ha avuto una tresca e nel cui alone di ambiguità il capitano sembra intravedere un qualche collegamento con la scomparsa del signor Taranton. Poi scopre che questi la ricattava. Poi i sospetti cadono su un macellaio, il Menghin, che aveva dei seri motivi, riconducibili all'usura, per odiare il Taranton. Fra i sospettati viene annoverato anche un figlio illegittimo del Taranton, spuntato dal nulla e rinnegato fino ad allora. E da ultimo anche un rom, pescato mentre tenta di intrufolarsi nella casa dello scomparso e che è in possesso del bancomat dello scomparso. Ma i motivi e gli autori della scomparsa potrebbero essere tanti altri, atteso che il Taranton si scopre essere invischiato in un giro vorticoso di affari criminali. Chi sarà stato, dunque, a far sparire il Taranton e che fine ha fatto effettivamente?
Le imprese dell'ispettore Verlasca Bitetti Mario - Nuova Prhomos, 2021
"Eravamo amici da ragazzini, da adolescenti. Mi ricordo ancora i pomeriggi estivi trascorsi sul terrazzo di casa sua a strimpellare le nostre chitarre, immaginando un domani di emulare le gesta di Carlos Santana. Poi ci perdemmo di vista, inspiegabilmente. Capita, talvolta, senza delle plausibili ragioni, di non ritrovarsi più. Poi, all'improvviso, ci siamo rivisti dopo oltre quaranta anni, ognuno oramai libero dai suoi impegni di lavoro. E ci siamo raccontati, in un primo approccio, i nostri trascorsi lavorativi. Il mio sicuramente più piatto del suo, ma comunque gravido di rogne ed anche di qualche insidia fisica (chi ha lavorato presso i Centri per l'impiego sa che una utenza particolare e talvolta esacerbata può condurre spesso ad azioni improvvide). Il suo lavoro, invece, alquanto più "movimentato", per usare un eufemismo. Verlasca aveva fatto niente popò di meno che per ben trentacinque anni un lavoro da poliziotto. E per lunga parte, nel ruolo di tutto rispetto, di ispettore capo. Quindi già da un primo approccio, dai primi contatti, mi aveva anticipato più di una sua impresa condotta contro il crimine, organizzato e non, che s'era trovato a fronteggiare. Mi raccontava, con giustificata fierezza, del come, da giovanissimo disoccupato del sud, s'era arruolato nelle forze di polizia. E del come, pur potendo fare affidamento soltanto sul diploma di licenza media inferiore, aveva registrato sorprendenti avanzamenti nella carriera raggiungendo, ancora in giovane età, il grado di ispettore capo. Niente male davvero! Poi, una volta che i nostri incontri si erano regolarizzati, vivendo nella stessa bellissima e vivibilissima comunità murgiana, abbiamo approfondito le sue vivaci... azioni. Intrigato e stimolato dai suoi input avventurosi un giorno lanciai la provocazione: "Quasi quasi ne potrebbe nascere un romanzo"...
E la colomba tornò a volare. Storia di ordinarie sopraffazioni Bitetti Mario - Nuova Prhomos, 2025
L'autore nella prefazione: "Ho voluto dedicare questo romanzo a tutte le donne vittime di violenze. Margherita è la protagonista di questo romanzo. Una donna dal carattere mite, una donna dolce, affettuosa, sottomessa, in tutto prona alla volontà ed ai capricci del marito. Che non usa violenza fisica nei suoi confronti ma la svilisce e la umilia in mille modi. I casi di violenza a cui ispirarmi nella realtà sarebbero, purtroppo, numerosi e qualcuno anche tragicamente vicino. In questo romanzo avrei voluto dare un taglio classico, come succede quasi sempre nella realtà, dove le donne vittime di violenza finiscono quasi sempre fatalmente per essere ammazzate dai compagni violenti o talvolta per suicidarsi. Quello era il finale che avevo immaginato. Però a mano a mano che componevo l'elaborato e la via d'uscita di Margherita sembrava essere sempre più stretta e condurla verso l'ineluttabile epilogo, l'angoscia dentro di me cresceva. E alla fine mi sono detto che dovevo lasciare scoperta una scia di speranza. Una via di fuga. Una sorta di nemesi per tutte le morti violente di donne, colpevoli soltanto di essere... donne. Donne soggetti deboli ed indifesi. E così ho fatto. La storia di Margherita rappresenta il manuale di tutte le meschinità di cui molto spesso i mariti, i fidanzati, i compagni si macchiano nei confronti delle loro donne, talvolta anche senza usare loro violenze fisiche".