Libri di Massimo Bocchiola

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Gli ultimi giorni di agosto libro
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LIBRO   9788842824756

Gli ultimi giorni di agosto Bocchiola Massimo   -  Il Saggiatore, 2018  -  La Cultura

Ultimi giorni di agosto. La luce al crepuscolo colora delle tinte più vive i fiori ancora ricchi e i frutti nei pometi. È la stagione di frenesie di insetti, di passiflore che si avvinghiano ai fili con viticci sinuosi; nella Bassa Padana è il momento del raccolto per il riso e la meliga, e più in alto per le uve mature. Eppure nulla come la fine dell'estate promette il declino della vecchiaia, l'approssimarsi di un dopo, il ritorno di barlumi di memoria simili a fuggevoli malie. Un uomo vede la sua casa riempirsi dei frantumi del passato; allo specchio, sul suo volto, osserva i volti delle generazioni che lo hanno preceduto, spettri che proliferano attorno a lui fino a farsi patologia, febbri a cui opporre contravveleni e palliativi. "Gli ultimi giorni di agosto" ricompone quelle febbri in un romanzo di consunzione, un canzoniere in prosa per frammenti e presagi in cui la vita abbraccia la scrittura. Episodi minimi mostrano l'estate del tempo nel suo dissiparsi: una giornata trascorsa col padre, i corpi acerbi di un ragazzo e una ragazza che spingono le bici in mezzo alla campagna, la pelle di un serpente ritrovata sulla tomba di famiglia. In questo perdersi dell'istante nell'universale emerge l'antidoto di secondi, minuti, a volte interi giorni di felicità: un gol di Paolo Rossi, l'ombra rinfrescante di un albero lungo la strada, l'immersione nella sensualità di organismi desideranti. È qui che la scrittura dischiude la memoria alle epifanie dell'aforisma, traccia linee che congiungono la biografìa più intima alla letteratura: al mito dell'assenza di Moby Dick, alla scomparsa di Bruno Schulz, al fantasma di Henry James. Negli Ultimi giorni di agosto Massimo Bocchiola, trai maggiori poeti e traduttori contemporanei, disegna nella Pianura Padana la torrida geografia di un passato e, trattenendone sulla pagina le risonanze, costruisce un romanzo familiare dagli echi pascoliani. Una biglia di vetro in cui dare asilo ai volti perduti nell'ombra.

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LIBRO   9788842819240

Il treno dell'assedio Bocchiola Massimo   -  Il Saggiatore, 2014  -  La Cultura

Prima di tutto c'è la casa. Un cascinale bianco sulle colline pavesi che custodisce fotografie ingiallite di un passato stagnante, il cui odore avviluppa il presente. I miasmi dei frutti maturi in giardino stordiscono. Il caldo è estenuante. Le grida dei bambini in cortile risuonano cavernose e ossessive mentre giocano a demolire con un piccone una base di calcestruzzo e a costruire bombe. Tra visioni, sogni, ricordi e allucinazioni erompe il flusso di coscienza di un uomo, che è figlio e padre, e con il proprio padre deve ancora fare i conti, quel padre che era medico stimato, rigido, inflessibile, razionale e regolato nel cibo, negli affetti, nella vita, e oggi è il fantasma che lo perseguita. Con un accavallarsi delle memorie di quell'oltretomba che è la Storia, in questo poema in forma di romanzo prende vita un carnevale con miliardi di figuranti che combattono battaglie epiche, bruciano di amori eterni e repentini, soffrono per un corpo torturato e mutilato brano a brano. Dalla crepa aperta da Massimo Bocchiola emergono uomini che fanno i conti con la morte. Naufraghi del presente, sfiancati dalle fratture di un Occidente ormai stanco. Sopravvissuti soffocati dal passato.

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