Libri di Bonfante
Bibliografia di Bonfante: tutti i libri in vendita online editi da Johan Levi
Catastrofi d'arte. Storie di opere che hanno diviso il Novecento Bonfante Luigi - Johan & Levi, 2019 - Saggistica D'arte
La storia dell'arte, lo diceva Benjamin, è una storia di profezie, e perché certe opere siano comprensibili occorre che siano mature le circostanze che esse hanno precorso. Di imprese sovversive il secolo delle avanguardie è stato prodigo, ma ce ne sono alcune la cui forza tellurica ha sconvolto per sempre la modernità lasciando che un nuovo paradigma si diramasse dalla crepa. E c'è un punto preciso in cui attecchisce per la prima volta il germe del contemporaneo: l'apparizione dell'Orinatoio. Dopo averlo acquistato in un negozio di idraulica di New York, Duchamp lo spedisce alla mostra degli Indipendenti del 1917, dove sei dollari garantiscono il diritto di essere esposti. La rottura è sotto gli occhi di tutti: è la natura stessa dell'arte a essere messa alla prova. E a partire da questa "spora aliena" di non-arte la faglia si prolunga attraverso una continua e sistematica trasgressione dei limiti. Esplorando - per usare un termine di Arthur Danto - l'artworld delle catastrofi più clamorose del Novecento, questo libro ci svela le trame di opere rivoluzionarie, indissolubili dalle personalità e dalle idee dei loro autori, in una continua tensione fra provocazione e preveggenza. Scopriamo così che lo spiazzante rigore dei 4'33'' di silenzio di Cage ha strettamente a che fare con l'enfasi concettuale e con l'annientamento del confine tra arte e vita; che le sperimentazioni sul vuoto dell'irruente Klein e gli affilati paradossi di Manzoni inaugurano la pratica di una costruzione del mito dell'artista che diventa essa stessa opera d'arte; che l'iconica Brillo Box di Warhol ribalta le gerarchie moderniste aprendo uno spettacolare squarcio su quella svolta culturale che prenderà il nome di postmoderno. Luigi Bonfante ci rivela l'importanza di uno sguardo retroattivo in grado di riconoscere in queste fratture le caratteristiche più salienti del contemporaneo e insieme di interpretare le ambiguità del nostro presente, senza farsi sedurre dall'irrisolvibile quesito che domina l'estetica dei giorni nostri: siamo di fronte a un'apocalisse o una palingenesi?
Vestire all'etrusca Bonfante Larissa - Johan & Levi, 2023 - Antichità
A giudicare dalla varietà di indumenti raffigurati con abbondanza di dettagli nella produzione artistica degli Etruschi, questo popolo risentì di molteplici influenze culturali, anche in fatto di moda. Tanto che, se un vestire "all'etrusca" c'è stato, non sarebbe possibile immaginarlo fuori dal contesto delle relazioni commerciali e dei frequenti scambi tra i popoli del Mediterraneo e del Vicino Oriente. È il caso delle diverse varianti del chitone, veste di origine greca, ma anche di acconciature come la lunga treccia portata sulla schiena, di derivazione orientale, o del tutulus di importazione greca, declinato però secondo forme tipicamente locali. Per individuare i tratti più autoctoni della moda etrusca, Larissa Bonfante compie un'articolata analisi dei suoi sviluppi dall'VIII fino al V secolo a.C. Lo fa attraverso un ricco percorso iconografico che segue l'evoluzione dei singoli capi di vestiario, calzature, ornamenti e pettinature, sui quali le fonti scritte hanno lasciato scarse notizie. È grazie agli artisti, infatti, che conosciamo il gusto per il lusso che portava gli Etruschi a adornarsi di gioielli e accessori; l'abitudine di vestire indumenti cuciti su misura in opposizione a quelli ampi e fluenti dei Greci; la riluttanza nei confronti della nudità di questi ultimi e la passione per una vasta gamma di cappelli in contrasto con l'uso greco di andare a capo scoperto; o, ancora, l'usanza femminile di indossare abiti che altrove erano riservati agli uomini, come la tebenna semicircolare, il mantello corto infilato alla rovescia e le calzature con i lacci. Usanza che rifletteva la libertà di cui godevano le donne nella vita pubblica e nella società rispetto ad altre civiltà coeve. Per Bonfante l'abbigliamento diventa un documento storico importante per datare i reperti e attribuire un sesso, un rango sociale e perfino un nome alle figure rappresentate. Se la moda degli Etruschi è espressione delle influenze assorbite dai modelli greci e vicino-orientali e trasmesse poi al mondo romano, questa polarità non esclude lo spazio di uno stile specificamente etrusco.
Arte senza artista. Esperimenti estetici con l'intelligenza artificiale generativa Bonfante Luigi - Johan & Levi, 2026 - Saggistica D'arte
Le macchine possono fare arte? I passi da gigante dell'intelligenza artificiale generativa ci pongono di fronte a un dilemma. Se a metà del Novecento un geniale scienziato, Alan Turing, poteva immaginare una macchina in grado di pensare come un essere umano, oggi ChatGPT e altri programmi fanno molto di più: scrivono testi, compongono musica e creano immagini ormai difficili da distinguere dai prodotti di artisti in carne e ossa. Davvero sistemi come Dall-E, Midjourney o Stable Diffusion possono sostituire l'uomo in una delle sue attività più distintive e inafferrabili? Può esistere un'arte senza artista? Per rispondere a queste domande, e a tanti altri interrogativi su un tema di grande attualità, Luigi Bonfante ci accompagna alla scoperta della machina artifex, dei meccanismi, delle potenzialità, delle contraddizioni, del pensiero di fondo che guida la sua evoluzione e le sue incursioni in campo artistico. Partendo da un concetto di arte come processo che implica necessariamente l'uomo, l'autore osserva da vicino la creatività dell'IA, sottolinea affinità e divergenze tra umano e non umano, ma anche il possibile dialogo tra le due dimensioni, con un'attenzione particolare a chi, come Pierre Huyghe, ha colto le sfide del nuovo medium per creare una nuova estetica "postumana". Arte senza artista è una riflessione tra storia, tecnica e filosofia, un saggio in cui l'arte, osservata attraverso il prisma dell'intelligenza artificiale, emerge ancora in tutta la sua complessa umanità. Conoscere meglio la macchina diventa così un modo per capire noi stessi.