Libri di Bonvi
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Il fiscal compact Bonvicini G. (Cur.) Brugnoli F. (Cur.) - Nuova Cultura, 2012 - Quaderni Iai
Pur essendo composto da soli 16 articoli il cosiddetto fiscal compact (Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria - Tscg) è un trattato estremamente complesso, sia per la natura di accordo intergovernativo e non "comunitario", sia per la pesantezza delle richieste di disciplina fiscale che impone agli stati che lo adotteranno, soprattutto a quelli fortemente indebitati, come è il caso dell'Italia. Studiosi di varie discipline sono stati chiamati a sviluppare alcuni aspetti del nuovo trattato. In particolare: la questione dell'impatto del fiscal compact sulle istituzioni e procedure dell'Unione; le conseguenze di una eventuale trasformazione del trattato in una integrazione differenziata in seno all'Ue; il non secondario problema della legittimazione delle decisioni che saranno prese nell'ambito del nuovo trattato; le modalità di un progressivo passaggio ad un'unione fiscale; ed infine il contributo italiano al fiscal compact e le possibili convergenze con le posizioni degli altri paesi Ue. A chiusura del volume, vengono allegati il testo del fiscal compact, per permettere al lettore di collegare i riferimenti nei capitoli agli articoli del nuovo Trattato, ed una scheda dei vari dispositivi adottati dal Consiglio europeo nel corso della lunga crisi.
Il Parlamento Europeo per la nuova unione Bonvicini G. (Cur.) - Nuova Cultura, 2014 - Iai Research Papers
Le elezioni 2014 del Parlamento Europeo (Pe) si svolgono in uno scenario profondamente diverso da quello dei precedenti appuntamenti. Le ragioni sono multeplici: il Trattato di Lisbona, se da una parte ha notevolmente accresciuto i poteri "normali" del Pe, dall'altra ha spostato l'equilibrio istituzionale verso il Consiglio europeo (Ce); ciò a discapito della Commissione che si è trovata a svolgere una funzione sempre più burocratica e dello stesso Pe, suo controllore politico. A complicare ancora di più il quadro hanno notevolmente contribuito le modalità con cui è stata affrontata, sotto la spinta dell'emergenza, la crisi economica. Invece di trovare all'interno del Trattato gli strumenti per ridimensionarla, il Ce ha escogitato soluzioni istituzionali al suo esterno, con il varo di due trattati internazionali, il Fiscal Compact e l'Esm, con un conseguente minore ruolo per il Pe. Infine il tema della "austerità senza crescita", ha indebolito la comprensione pubblica sul valore dell'integrazione europea; di conseguenza sono nate forze euroscettiche ed antieuropee.