Libri di Bordi
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Marcello Mascherini. Uno scultore tra poeti e scrittori del Novecento Bordin F. (Cur.) Del Puppo A. (Cur.) - Forum Edizioni, 2025 - Fonti E Testi
La vasta letteratura su Marcello Mascherini (Udine, 1906 - Padova, 1983), tra i maggiori scultori del Novecento italiano, offre un corposo catalogo generale dell'opera plastica, una biografia giornalistica, le pubblicazioni su varie e importanti mostre retrospettive, incluse quelle dell'arredamento navale e del teatro. Questo volume a più voci, frutto del convegno svoltosi all'Università degli Studi di Trieste, tratta di un tema poco esplorato gettando luce sui rapporti tra lo scultore e i tanti letterati, poeti, scrittori, intellettuali, incontrati nella vita e nell'arte. Da Giuseppe Ungaretti a Biagio Marin, da Gillo Dorfles ad Alfonso Gatto e Vanni Scheiwiller, oltre naturalmente alla cerchia degli amici triestini: Silvio Benco, Lina Galli, Anita Pittoni, Giani Stuparich, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Stelio Crise, Manlio Malabotta, Fulvio Tomizza e molti altri.
L'archivio-The archive. Filmforum 2011. Atti del 18° Convegno internazionale di studi sul cinema. Ediz. multilingue Bordina A. (Cur.) Campanini S. (Cur.) Mariani A. (Cur.) - Forum Edizioni, 2012
Il volume indaga il concetto di archivio e delle pratiche archivistiche dei materiali audiovisivi (filmici, video e digitali). Partendo dalla definizione di Jacques Derida, l'archivio è visto non solo come il luogo dove vengono depositate le fonti, ma anche come il luogo dove da queste scaturisce la legge e dove essa prende dimora. I saggi affrontano l'analisi dell'archiviazione dell'audiovisivo attraverso diversi assi di ricerca: il peso e l'azione degli attori, dei soggetti, delle norme preposte all'organizzazione e alla conservazione del materiale audiovisivo; il confronto tra modalità di strutturazione e di accesso ai documenti; la verifica di come queste influenzino l'interrogazione e, di conseguenza, la definizione delle possibilità dell'immagine. Alcuni testi indagano, inoltre, il ruolo svolto della tecnologia digitale nella ridefinizione delle pratiche d'archivio e di organizzazione dei saperi. Il quadro che ne deriva dimostra come l'archivio costituisca un luogo, discorsivo ancorché fisico, di contestazioni dialettiche e conflittuali di pratiche genealogiche e dispositivi di potere, che determina la forma e la modalità di accesso al presente del regime del visibile.