Libri di Bosco
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Pascal nella modernità (XVII-XIX secolo) Bosco D. (Cur.) - Morcelliana, 2007 - Filosofia. Nuova Serie
Blaise Pascal - matematico e scienziato, moralista e pensatore che si addentra negli abissi dell'animo umano - è un autore che per la sua poliedricità sfugge a univoche definizioni: tanto difformi sono i giudizi su di lui dopo la morte quanto uniforme è la presenza della sua opera nelle riflessioni posteriori. Tre secoli di storia successiva parlano di lui: Pierre Nicole, Filleau de la Chaise, Pierre Bayle, Jean-Baptiste du Bos per il Seicento; Claude-Frangois Houtteville, Voltaire, Jean-Jeacques Rousseau, D'Alambert, Condorcet per il Settecento; Chateaubriand, Maine De Biran, Cousin, Ollé-Laprune, Lachelier per l'Ottocento. Non è solo storia della ricezione, ma qualcosa di più: le interpretazioni della opera pascaliana gettano nuova luce sui temi della modernità, a partire da quella "scommessa" su Dio che fa dell'uomo una "canna pensante", fragile e al tempo stesso sporgente sull'universo e sul nulla; l'uomo ha inscritto in sé il contrappunto, diviso com'è tra finito e infinito, esprit de geometrie ed esprit de finesse, argomentazione cartesiana e capacità di cogliere le sfumature che si sottraggono alle idee chiare e distinte. Una scommessa che, sondando gli enigmi dell'umano e il mistero del divino, fa di Pascal un prisma in cui si rifrange la sfida stessa della modernità, nelle sue molteplici e dissonanti voci.
Agostino nella modernità. Il grand siècle (e dintorni) Bosco D. (Cur.) - Morcelliana, 2011 - Filosofia
"Agostino è anche il piacere di una citazione che fa autorità, allegazione, rimando: lo scrittore sacro lo cita per trovare appiglio e spunto, il predicatore per condensare lunghi giri di discorso, il comune lettore (o uditore) per trovare materia di riflessione lungo direttrici che sintetizzano dinamismi di inquietudine, problematizzano intenzioni e rettitudine d'amore, illustrano la fede che cerca l'intelligenza o l'intelligenza che è compagna di strada della fede, definiscono idee di giustizia non disattendendo, magari, che quel che è necessario per alcuni è il superfluo di altri, oppure per ribadire che la differenza non crea invidia dove c'è l'unione dei cuori. Non c'è autore che non ne faccia uso, e buon uso, anche per trovare ispirazione per pensieri più alti". Recita così l'Antefatto di questo volume. Un'opera di accurata scelta e traduzione di testi dei maggiori pensatori - tra Seicento, Settecento e Ottocento - che, inanellati uno con l'altro, paiono essi stessi in fieri, mentre dipanano la storia degli effetti di Agostino nella modernità. Quali sono stati i grandi interpreti di Agostino - critici e provocatori - e quali tratti del suo pensiero li hanno maggiormente influenzati? Si pensi a Francesco di Sales, Giansenio, Cartesio, Pascal, La Rochefoucauld, Malebranche, Nicole, Lamy, Fénelon, Bayle, Voltaire, Bergier...