Libri di Bott
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Marcel Proust. Il romanzo del desiderio Bottiroli Giovanni - Feltrinelli, 2022 - Eredi
Il desiderio, l'amore, le passioni, sono il campo privilegiato dell'arte, in particolare della letteratura, e rappresentano una grande sfida per la filosofia. Questo saggio intende rinnovare l'indagine sull'opera immensa di Proust, che non è stata ancora compresa adeguatamente, e non solo per ciò che riguarda i temi della memoria e del tempo. Con troppa disinvoltura si è affermata l'equivalenza tra amore e gelosia, si è attribuita alla gelosia una valenza conoscitiva, si è enfatizzato il suo versante "infernale" trascurando quello comico, che Proust fa emergere implacabilmente. Si è dato per scontato che l'innamoramento sia la prima tappa dell'amore, ma nella Recherche non è così: c'è un'estasi nell'innamoramento (per Gilberte, per le fanciulle in fiore) che l'amore disconosce, tanto più quando diventa la follia di voler possedere un altro essere. In Proust, l'oggetto del desiderio è una nebulosa di tratti, instabile, turbinosa, che si riflette nello stile labirintico, composto da stili in conflitto. Perciò l'indagine sulle passioni (e sul soggetto diviso) genera una teoria del "linguaggio diviso", grazie alla quale soltanto il tempo può giungere alla resurrezione. Nel centenario della morte di Proust, una nuova lettura rivelatrice della Recherche, il romanzo del desiderio.
Buonisti un cazzo Bottura Luca - Feltrinelli, 2020 - Varia
"Me ne batto alla grandissima se dico o scrivo cose buone per lo zerovirgola elettorale. Perché non sono un politico, e per questo ho la presunzione infantile del contagio del buono. O almeno del migliore. Che due o tre cose di civiltà le dirà e proverà a farle sempre, e comunque. Perché ritiene di avere molti fratelli in sonno, sparsi per questo sfortunato Paese che non ha bisogno di eroi e nel caso se li sceglie di merda. O ci sputa sopra. Perché sono quella roba lì. Buonista un cazzo." A sentire le urla sovraniste, il pezzo di Paese che ne rifiuta il fascino è un esercito di ricchi, comunisti col Rolex, privilegiati. I famigerati buonisti. Che però, coi loro difetti, saranno sempre meglio dei cattivisti. Non è vero che c'è da vergognarsi per aver studiato. Pagare le tasse non è da sfigati. L'Europa non è una prigione. Non dobbiamo aiutarli a casa loro: dobbiamo accogliere chi abbiamo contribuito ad affamare. Imitare i populisti non farà vincere le elezioni a nessuno. E non siamo Gretini, siete cretini voi. Luca Bottura ha scritto una biografia collettiva di quel pezzo di Paese, un racconto autoironico, demoralizzato ma non vinto, pronto a ridere dei propri nemici e dei propri amici. Sperando che restino tali.