Libri di Romano Bracalini
Bibliografia di Romano Bracalini: tutti i libri in vendita online editi da Rusconi Libri
La regina Margherita. La prima donna sul trono d'Italia Bracalini Romano - Rusconi Libri, 2018 - Biografie
Considerato uno dei personaggi più popolari dell'Italia Unita, Margherita di Savoia si mostra, sin dalla sua prima apparizione sulla scena politica a fianco di Vittorio Emanuele III, una donna di estrema eleganza e abilità. A lei Giosué Carducci dedica un'ode che altro non risulta che una consacrazione pubblica dei suoi meriti di donna e sovrana. Sposata ad un uomo per cui non nutre né amore né stima, riesce tuttavia ad influenzarlo considerevolmente fino a spingerlo alla conquista africana e all'alleanza con le potenze europee più reazionarie del suo tempo, Austria e Germania. Regna da grande sovrana su un'Italia che reputa alla pari degli stati più forti sullo scenario politico e forse, per tale ragione, raccoglie entusiastici consensi tra il popolo. Ma il paese non è pronto per il programma da lei realizzato e, tra speranze e delusioni, giunge a un tragico epilogo.
Mazzini. Il sogno dell'Italia onesta Bracalini Romano - Rusconi Libri, 2018 - Biografie
A distanza di oltre un secolo dall'unificazione, la storia del nostro paese vede, come Mazzini aveva pronosticato, nuovamente gli italiani gli uni contro gli altri, con nord e sud separati da un accresciuto divario economico e culturale, e il progetto risorgimentale torna così ad essere oggetto di discussione. Tesi centrale di questo libro è che l'Italia voluta da Mazzini avrebbe avuto miglior fortuna se il suo sogno fosse stato sostenuto con maggiore consapevolezza e coraggio. Mazzini fu veramente un uomo solo contro tutti: contro il realismo cinico di Cavour e della dinastia sabauda, l'oscurantismo della Chiesa, l'opportunismo dei francesi, ma soprattutto contro la coscienza intorpidita e la mancanza di solidarietà degli italiani, che preferirono affidarsi all'alleanza Trono-Altare anziché trovare la forza di liberarsi da soli. Rigoroso con se stesso e con gli altri, passionale e malinconico insieme, esercitò nei confronti dei suoi contemporanei un indiscutibile fascino, e tuttavia fu calunniato, perseguitato, tradito anche dai suoi stessi compagni: solo le donne non lo tradirono mai, catturate dal suo sguardo, dalla sua voce melodiosa, dal suo coraggio, ma soprattutto dalla fragilità e dalla dolcezza che intravedevano sotto il suo atteggiamento deciso. Amato e odiato con la stessa intensità dai suoi contemporanei, spesso criticato e frainteso dagli storici, questo personaggio così anomalo trovò in Europa prima che in patria chi seppe apprezzare le sue idee profondamente originali, in anticipo sui tempi. Oggi, finalmente, il suo messaggio di fratellanza universale, di cre
Otto milioni di biciclette. La vita degli italiani nel ventennio Bracalini Romano - Rusconi Libri, 2018 - Storia
Romano Bracalini accompagna il lettore attraverso la società del Ventennio fascista, supportato dall'attenta lettura di documenti, testimonianze e soprattutto di giornali dell'epoca. Il suo racconto prende le mosse da come il fascismo mutò faccia al paese con un ambizioso programma di ristrutturazione: la bonifica delle paludi pontine, la costruzione di strade, autostrade, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, scuole, ospedali, acquedotti. Le città furono ampliate e nuovi centri urbani arricchirono la geografia. A Firenze vennero abbattuti interi rioni popolari definiti dal Duce un "pittoresco sudicio da affidarsi a Sua Maestà il piccone", come il quartiere di Santa Croce, e Milano vide sparire la fossa interna del Naviglio. La velleità del regime di "fare ordine" e rendere l'Italia più efficiente ebbe ripercussioni anche sulla vita sociale, che ne fu condizionata in tutti gli aspetti, dalla dimensione lavorativa a quella scolastica e famigliare, dalla sfera sessuale, politico-culturale a quella dei divertimenti. Così fiorivano le associazioni, si moltiplicavano le attività dei dopolavoro, si epurava la lingua dalle parole straniere, si premiavano le donne più prolifiche, madri dei "soldati di domani", mentre chi non procreava veniva ritenuto un traditore della patria e sul lavoro non faceva carriera, al pari dei celibi impenitenti, puniti con la "tassa sul celibato".