Libri di Brancati
Bibliografia di Brancati: tutti i libri in vendita online editi da Streetlib
Il bell'Antonio Brancati Vitaliano - Streetlib, 2025
"Il bell'Antonio" è un romanzo di Vitaliano Brancati, pubblicato nel 1949. È considerato uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento e un'importante critica della società siciliana del tempo. Siamo negli anni del Fascismo. Il protagonista, Antonio Magnano, è un giovane di straordinaria bellezza, affascinante e desiderato da tutte le donne di Catania. La sua avvenenza lo rende oggetto di ammirazione e invidia, e tutti lo considerano un grande seduttore. Tuttavia, dietro questa facciata perfetta, Antonio nasconde un drammatico segreto: è impotente. Il romanzo utilizza il tema dell'impotenza sessuale come opposizione verso la mentalità che incarna nella virilità un valore assoluto o, più in generale, un dissenso verso una società che nasconde sotto il fanatismo politico e sessuale un vuoto profondo.
I fascisti invecchiano. Nuova ediz. Brancati Vitaliano - Streetlib, 2025
I fascisti invecchiano raccoglie otto articoli scritti da Vitaliano Brancati tra il 1945 e il 1946 per le rubricheCronachette del 1945 e Il diavolo nel cassetto, pubblicate su La città libera e Risorgimento liberale. Uscì nel 1946 presso Longanesi, che ne scelse il titolo - non gradito all'autore - per la collana "La Fronda", dedicata a testi coraggiosi e innovativi nel clima del primo dopoguerra. L'opera rappresenta una profonda riflessione morale e civile: Brancati analizza con lucidità e amarezza il proprio passato di adesione giovanile al fascismo, denunciando l'ipocrisia e il conformismo che avevano soffocato il pensiero libero negli anni del regime. Già negli anni Trenta, infatti, il suo disgusto per il fascismo era maturato fino a trasformarsi in una vera e propria crisi interiore. Attraverso le pagine de I fascisti invecchiano, Brancati compie un percorso di espiazione intellettuale, smascherando le illusioni ideologiche e la viltà morale che avevano segnato un'intera generazione. Il suo è un gesto di onestà e coraggio: riconoscere i propri errori per denunciare le radici culturali e psicologiche del totalitarismo. Le riflessioni contenute nel volume anticipano temi presenti nei romanzi maggiori di Brancati, come Il bell'Antonio e Paolo il caldo. Il libro diventa così unatestimonianza esemplare di autocoscienza e libertà, in cui la satira si intreccia con l'analisi morale, offrendo al lettore una lezione ancora attuale sul rapporto tra intellettuale, potere e responsabilità civile.