Libri di Giuliano Briganti

Bibliografia di Giuliano Briganti: tutti i libri in vendita online editi da Archinto

LIBRO   9788877687357

Roberto Longhi Briganti Giuliano  Agosti G. (Cur.)   -  Archinto, 2022  -  Le Mongolfiere

La raccolta degli scritti che nell'arco di quasi quarant'anni Giuliano Briganti (1918-1992) ha dedicato a Roberto Longhi (1890-1970) costituisce una sorta di esame di coscienza in pubblico sulla natura dei rapporti tra un maestro e un allievo. Le personalità in causa sono tra i maggiori storici dell'arte del Ventesimo secolo e il loro dialogo risale ben più indietro nel tempo del più antico dei testi che compaiono in questo volume: infatti Giuliano conosceva Longhi fin dall'infanzia. A questo versante, più privato, del loro rapporto è dedicato il volume curato da Laura Laureati, che contiene l'intero carteggio Briganti-Longhi, ed è pubblicato in queste stesse edizioni. I testi raccolti qui sono di natura diversa e vanno dalla celebrazione di Longhi nel 1955 sulle pagine della «Fiera letteraria», dove Briganti festeggiava il maestro in compagnia di Cecchi, Toesca, Contini, Bassani, Bertolucci, Volpe, Pallucchini, Soldati..., fino ai tanti interventi sulle pagine della «Repubblica», il quotidiano a cui Briganti ha dedicato decenni della sua attività, cercando di mettere a punto uno stile di informazione, accessibile e chiaro, non vanamente polemico, ma percorso da un'ininterrotta tensione civile. In questo campionario di scritture non manca una prova narrativa, in cui il ricorso al sogno è un altro modo per affrontare l'ombra del maestro. Sullo sfondo di questi scritti scorre il panorama della storia dell'arte in Italia nel secondo Novecento, tra editoria, università e sostanziale, progressiva, perdita di autorevolezza culturale.

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DETTAGLI
LIBRO   9788877687500

Incontri. Corrispondenza 1939-1969 Briganti Giuliano  Longhi Roberto   -  Archinto, 2022  -  Lettere

Nell'agosto 1939 quando, con il telegramma di Roberto Longhi, inizia questo epistolario trentennale, Giuliano Briganti ha 21 anni, è uno studente all'università di Roma e si laureerà, con una tesi su Pellegrino Tibaldi, solo l'anno successivo. È il figlio di un caro amico di Longhi, Aldo Briganti, storico dell'arte. Aldo Briganti e Roberto Longhi, nel 1915-1916, a poco píù di vent'anni, avevano creato una società, per guadagnare insieme un po' di soldi, utilizzando la loro abilità e il loro occhio di conoscitori, acquistando e vendendo dipinti antichi. Giuliano, fin dalla nascita, conosce Longhi che, quindi, è parte della sua vita da sempre. È lui, accanto a Carlo Ludovico Ragghianti, a guidare il giovane nel percorso dei suoi studi. Quando inizia la corrispondenza, Longhi ha 49 anni ed è un professore universitario già molto noto. Il 2 aprile 1969, alla fine dell'epistolario, Longhi ha quasi ottant'anni e morirà qualche tempo dopo (il 3 giugno 1970). Quel giorno scrive una lettera molto affettuosa al figlio del suo compagno di gioventù. Giuliano, il cosiddetto «allievo», destinatario della missiva, ha poco più di cinquant'anni ed è uno studioso ormai affermato. La possibilità di disporre delle lettere di entrambi i corrispondenti ci consente di raggiungere, pur con numerose lacune, l'unità. Sta ora a noi, allievi di Briganti, tramandarne la memoria. Giuliano ha sempre sostenuto, e lo ha anche scritto che «gli allievi e non solo i libri, come ha detto un grande scrittore tedesco di questo secolo, sono fatti per riunire gli uomini al di là della morte e difenderci contro il

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LIBRO   9788877684936

Affinità Briganti Giuliano  Laureati L. (Cur.)   -  Archinto, 2007  -  Le Mongolfiere

Scritti d'occasione lievi, ma allo stesso tempo intensi, non semplici "ritratti" ma veri e propri diari, cronistorie di "incontri" - in primo luogo studiosi e storici dell'arte, ma anche antiquari, pittori e più genericamente artisti - che hanno segnato la vita di Giuliano Briganti, l'hanno indirizzata e a volte anche cambiata. Alcuni di questi personaggi, incontrati lungo la strada, sono diventati vere e proprie presenze costanti che l'hanno accompagnato per quasi mezzo secolo, altri l'hanno solo sfiorato ma tutti, certamente, hanno lasciato in lui una traccia. E se alcuni di questi, come Carlo Ludovico Ragghianti e Roberto Longhi, "padri fondatori" della moderna storia dell'arte, hanno impresso un segno indelebile nella personalità del giovane studioso, altri, come Luigi Grassi, sono stati amici fin da ragazzi e hanno seguito un cammino parallelo al suo. Altri ancora, come Carlo Volpe o Federico Zeri, sono stati "colleghi" e amici "longhiani". Né mancano personalità "internazionali" quali Andre Chastel, Sylvie Béguin o Alvar Gonzàlez-Palacios.

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