Libri di Renata Broggini
Bibliografia di Renata Broggini: tutti i libri in vendita online editi da Rizzoli
Eugenio Balzan 1874-1953. Una vita per il «Corriere», un lascito per l'umanità Broggini Renata - Rizzoli, 2014 -
La vita di Eugenio Balzan è la storia romanzesca di un uomo che dal nulla seppe creare un impero Nato nel 1874 nel Polesine da una famiglia di proprietari terrieri che perderà tutto nell'inondazione dell'Adige del 1882, Balzan intraprese la strada del giornalismo inviando corrispondenze locali all'"Arena", il quotidiano di Verona. Giunse a Milano nel 1897 e fu assunto al "Corriere della Sera", dove da correttore di bozze divenne cronista e nel 1901 si guadagnò la prima pagina grazie a un clamoroso reportage sulle tristi condizioni degli italiani che emigravano in Canada. Sotto la direzione dei fratelli Albertini, che ebbero modo di apprezzare le sue formidabili doti di organizzatore, diventò, a ventotto anni, potentissimo direttore amministrativo e successivamente comproprietario, contribuendo in prima persona alla crescita e alla diffusione del "Corriere". Quando, dopo l'avvento del fascismo, gli Albertini furono costretti a vendere le loro quote di proprietà, Balzan rimase per otto anni al suo posto, ma nel 1933 si autoesiliò all'improvviso in Svizzera, dove condusse vita ritirata a Zurigo, non senza soccorrere altri esuli italiani nel 1943-45. Morì a Lugano nel 1953. L'unica sua figlia, Lina, realizzò l'aspirazione del padre di creare una grande opera sociale e umanitaria, istituendo nel 1956 la Fondazione e il Premio Balzan, di prestigio paragonabile al Nobel.
Eugenio Balzan 1874-1953. Una vita per il «Corriere», un progetto per l'umanità Broggini Renata - Rizzoli, 2001 - Saggi Italiani
La vita di Eugenio Balzan è come quella di un Angelo Rizzoli o di un Arnoldo Mondadori, la storia romanzesca di un uomo che dal nulla seppe creare un impero. Nato nel Polesine da una famiglia di proprietari terrieri impoveriti da un'inondazione dell'Adige, Balzan giunse a Milano e fu assunto al "Corriere della Sera", dove da correttore di bozze divenne cronista e poi, a ventotto anni, potentissimo direttore amministrativo e comproprietario. Quando, all'avvento del fascismo, gli Albertini furono costretti a vendere le loro quote, Balzan rimase per otto anni al suo posto, ma nel 1933 si autoesiliò in Svizzera, dove morì nel 1953.