Libri di Brullo
Bibliografia di Brullo: tutti i libri in vendita online editi da Magog
Geishe. Canti minimi Brullo D. (Cur.) Sabbatini F. (Cur.) - Magog, 2023
Secondo Kuki Shûzô (1888-1941), pensatore, dandy, amico di Martin Heidegger, le geishe rappresentano il vero genio del Giappone. Donne di incomparabile eleganza, eternate nelle stampe di Utamaro, tra fiori, kimoni leggiadri, sguardi impenetrabili che celano la vorace fugacità di eros, le geishe, preda della "recondita volontà del dio", assegnano al piacere la profondità di un credo. Nei loro "canti minimi", ko-uta - qui raccolti in una scelta mai così ampia in Italia -, risolti suonando lo shamisen, la civetteria si snebbia in mistica, l'attesa è una teologia di speranze perdute, il tradimento la chiave che complica il sentimento in vendetta. Alcuni segni ricorrenti - i fiori, la luna, i ventagli, la neve - ricordano che siamo futili effimere, perduti nodi di polvere nel "mondo fluttuante". Così, l'abiezione diventa ascesi, pura scienza dello spirito, e questi canti, "componimenti di poche strofe le cui parole romantiche tendevano a creare un'atmosfera di complicità erotica con il cliente" - naturalmente messi al bando in epoche di rigidità morale - sono scaglie di filosofia cruda, insensata sapienza dei sensi: si conficcano nella coscia, facendoci sanguinare e sospirare.
Ottanta poetesse per Cristina Campo Brullo D. (Cur.) Anelli G. (Cur.) - Magog, 2023
Nel 1953, per Gherardo Casini Editore, Cristina Campo scrive una scheda editoriale che promuove "Il libro delle ottanta poetesse". L'idea è formidabile e folle: costruire "una raccolta mai tentata finora delle più pure pagine vergate da mano femminile attraverso i tempi". Il libro - che assembla le poesie del Giappone medioevale e le lettere delle viziate dame del Settecento francese, testi di ispirate in odore di santità e di aristocratiche perdute, versi della Grecia classica e dell'Italia rinascimentale - non verrà mai pubblicato. Resta una lista, disomogenea: in forma corsiva e illuminata C.C. assume, tra Saffo e Simone Weil, Anna Comnena e Caterina da Siena, Mademoiselle Aïssé, Gaspara Stampa, Jane Austen... Nella scelta allestita, la malizia non si discosta dalla mistica, la carne dalla sua rinuncia, il pettegolezzo dalla rivelazione, la melma dal settimo cielo. Sulla base di quel canone - aggiungendo, levigando - abbiamo costruito questo libro, una sorta di breviario, in omaggio a Cristina Campo, figura elusiva e ineluttabile della letteratura italiana. Era solita dire: "Credo pochissimo al visibile, credo molto all'invisibile ed è forse la cosa che mi interessa di più".