Libri di Bruni
Bibliografia di Bruni: tutti i libri in vendita online editi da Carlo Cambi Editore
Slater Bradley, Park Chan-Kyong, Grazia Toderi. Making time. Ediz. illustrata Bruni Lorenzo - Carlo Cambi Editore, 2018
La scelta di osservare in contemporanea i percorsi di tre artisti molto diversi tra loro per provenienza culturale (USA, Italia, Corea del Sud) corrisponde ad evidenziare, in un mondo pieno di immagini, tre modalità disparate di confronto con la materia del video. Contemporaneamente, l'intento del progetto è di individuare gli elementi comuni, a livello storico, che hanno condotto gli artisti coinvolti a pensare dagli anni '90 cosa significasse non creare un'immagine, ma dargli concretezza. Le opere video di Slater Bradley, Park Chan-Kyong e Grazia Toderi, fin dagli anni Novanta, hanno affrontato questioni che andavano dalla necessità di recuperare immagini storiche e di archivio per riflettere sulla memoria collettiva alla creazione di un tempo alterato per dare vita a dei veri e propri meta-cinema. Bradley, Chan-Kyong e Toderi, pur con modalità diverse, hanno puntato a creare un dialogo diretto, propositivo e di scambio reciproco tra spettatore e oggetto osservato toccando il tema scottante della necessità di stupirsi del reale. Infatti, non sono interessati a rappresentare dei paesaggi ben precisi, bensì ad individuare come l'osservatore possa immaginarlo in presa diretta.
Eliseo Mattiacci. Misurazioni. Catalogo della mostra. Ediz. italiana e inglese Bruni Lorenzo - Carlo Cambi Editore, 2017 -
Le opere di Eliseo Mattiacci sono sempre state caratterizzate dalla volontà di azzeramento e riformulazione dei codici interpretativi di queste stesse. Quindi, affrontare oggi un excursus sul suo lavoro equivale da una parte a rispettare la dimensione epifanica del guardare le sue forme "ricollocate nel mondo", dall'altra a inquadrare queste nell'evoluzione personale dell'artista alla ricerca, da sempre, di un ordine e di un significato che vada al di là della loro interpretazione a livello storico. Questa è la piattaforma che, fin dall'inizio, ha abitato Mattiacci per contribuire inconsapevolmente al rinnovamento del concetto di monumento, senza limitarsi a destrutturarlo o combatterlo, a differenza di quanto è stato fatto dagli altri artisti nel corso di tutto il Novecento. Infatti, già con le sue prime opere stimola nello spettatore l'esigenza di ricercare un nuovo ruolo dell'opera d'arte pubblica, che non si adegui a quello celebrativo della scultura monumentale.