Libri di Giordano Bruno
Bibliografia di Giordano Bruno: tutti i libri in vendita online editi da Fabrizio Serra Editore
Centoventi articoli sulla natura e sull'universo contro i peripatetici. Centum et viginti articuli de natura et mundo adversus peripateticos Bruno Giordano Canone E. (Cur.) - Fabrizio Serra Editore, 2007 -
L'opuscolo "Centum et viginti articuli de natura et mundo adversus Peripateticos" presenta il testo delle tesi di Giordano Bruno, contro la Fisica e il De Caelo di Aristotele, proposte e difese a Parigi, dove era rientrato dopo aver trascorso due anni e mezzo in Inghilterra, il 28 maggio 1586. Le tesi vennero pubblicate in occasione del primo incontro di una pubblica disputa che si sarebbe dovuta tenere nella sede del Collège de Cambrai anche nei giorni seguenti il 28 maggio, ma che fu sospesa a causa delle contestazioni, da parte di alcuni presenti, delle radicali tesi bruniane già nel corso di quel primo incontro. Gli Articuli adversus Peripateticos furono probabilmente stampati da Bruno, in pochissimi esemplari, poco prima della data della disputa. Alcuni argomenti erano veramente audaci e con essi Bruno entrava in aperto conflitto non solo con gli aristotelici tradizionalisti (che si riteneva regnassero in particolare alla Sorbona), ma anche, più in generale, con la cosiddetta 'filosofia delle scuole': una filosofia ritenuta da Bruno servile e imbevuta di grammatica, considerata un vero e proprio esercizio di occultamento della verità. Uscendo, più che in precedenza, allo scoperto, Bruno si proponeva "lavato il capo al povero Aristotele", di "destruggere tutta la filosophia peripatetica" (da una lettera di Jacopo Corbinelli, 1586).
Acrotismo cameracense. Le spiegazioni degli articoli di fisica contro i peripatetici Bruno Giordano Amato B. (Cur.) - Fabrizio Serra Editore, 2009 - Supplementi Di Bruniana & Campanelliana
Il Camoeracensis acrotismus (di cui questo volume presenta la traduzione corredata da un ampio apparato critico), pubblicato a Wittenberg nel 1588, segna una tappa fondamentale nella campagna intrapresa da Giordano Bruno contro il modello aristotelico del mondo: con un'esposizione rigorosa e serrata, l'opera racchiude in ottanta articoli la critica bruniana alla Fisica e al De coelo dello Stagirita, dando luogo ad un "commento in negativo" che, seguendo fedelmente l'ordine dei testi, legge, interpreta e confuta in un unica mossa i passi delle opere di Aristotele in cui si annidano i principali errori della sua filosofia naturale. Vengono così scardinati, l'uno dopo l'altro, tutti i principi della fisica e della cosmologia peripatetiche, con una ridefinizione puntuale delle nozioni scientifiche che li sorreggevano. Abbandonata la forma dialogica ed il volgare degli scritti londinesi, l'opera si presenta come la prima enunciazione della fisica e della cosmologia bruniane nella lingua ufficiale della comunità scientifica internazionale, il latino, e nella forma privilegiata dalle discussioni accademiche: le tesi. Il testo infatti trae origine da un dibattimento accademico svoltosi in un'aula dell'Università di Parigi, due anni prima della sua pubblicazione in terra germanica.