Libri di Edoardo Calandra
Bibliografia di Edoardo Calandra: tutti i libri in vendita online editi da Robin Edizioni
I Lancia di Faliceto Calandra Edoardo Lattarulo L. (Cur.) - Robin Edizioni, 2021 - Biblioteca Del Vascello
Scrittore appartato e "gran signore discretissimo" (Contini), Edoardo Calandra (Torino, 1852 - ivi, 1911) fu legato da rapporti di amicizia con autori come Verga, Giacosa, Emilio Praga, De Roberto. Nei suoi capolavori narrativi - La bufera, A guerra aperta, Juliette - la fedeltà al romanzo storico convive con una sensibilità pienamente moderna, individuata dalla critica più recente, che ha colto nell'opera di Calandra i segni di un'attenta riflessione sul lavoro di autori contemporanei, anche, in apparenza, lontani dalla sua ispirazione, da Fogazzaro a d'Annunzio. In un libro come I Lancia di Faliceto, edito nel 1886 e mai più ripubblicato, l'inattualità del tema - "non la storia, ma alcuni episodi di una famiglia piemontese durante nove secoli di esistenza" (G. Giacosa) - non deve impedire di riconoscere, in particolare nel racconto forse più significativo, Il Decaduto, un contenuto tutto moderno: il declassamento sociale e la nascita dell'individuo problematico, non più garantito dall'appartenenza di classe e da un quadro di valori dato. Prefazione di Giuseppe Giacosa.
La falce Calandra Edoardo Lattarulo L. (Cur.) - Robin Edizioni, 2019 - Biblioteca Del Vascello
Edoardo Calandra, nato a Torino l'11 settembre 1852, prima di scoprire la sua vocazione narrativa fu pittore e fece lunghi soggiorni di studio in Francia e in Germania. Successivamente volle dedicarsi soprattutto all'attività di narratore e, per un certo periodo e senza grande fortuna, anche di autore teatrale. Condusse vita, come ha scritto G. Contini, di «gran signore discretissimo», fra Torino e la casa di campagna di Murello. Morì a Torino il 28 ottobre 1911. Autore di romanzi e racconti che si situano tra i capolavori della narrativa italiana dell'ultimo Ottocento e del primo Novecento ("Vecchio Piemonte", "La bufera", "A guerra aperta", "Juliette"), Calandra ha avuto pochi, ma appassionati e convinti ammiratori sia fra i critici (Benedetto Croce in primo luogo e poi, per citarne solo alcuni, Pancrazi, Getto, Cajumi) sia fra gli scrittori, da Verga e De Roberto, suoi amici, fino a Mario Soldati, che dichiarò una volta «affetto filiale» e «venerazione» per il grande e dimenticato narratore piemontese. Nel romanzo "La falce", uno dei libri meno conosciuti dello scrittore, pubblicato in volume nel 1902 e mai più ristampato, è possibile cogliere con evidenza alcuni dei temi profondi intorno a cui egli ha costantemente, e persino ossessivamente, lavorato.
Vecchio Piemonte Calandra Edoardo Lattarulo L. (Cur.) - Robin Edizioni, 2023 - Biblioteca Del Vascello
Nei due racconti raccolti in volume nel 1889 col titolo di Vecchio Piemonte, risalenti alla fase iniziale della sua attività letteraria, Edoardo Calandra (1852-1911) esplora il "mare della storia locale", il piccolo mondo del villaggio, in cui sono nascoste lontane vicende perturbanti e misteriose. Lo sfondo storico è dato dal Piemonte della fine del Settecento - il terribile "tempo dei Branda, nel Novantanove" - e poi dei primi anni dell'Ottocento - il periodo della dominazione napoleonica -: "Quella - ha scritto il critico Dino Mantovani, amico e ammiratore di Calandra - è la storica 'bufera' che, prima di dare il titolo al suo maggiore romanzo, dà materia a tutti i suoi racconti migliori".