Libri di Francesco Canessa
Bibliografia di Francesco Canessa: tutti i libri in vendita online editi da Guida
Peccati di vecchiaia. (Pagine sparse in tempo di pandemia) Canessa Francesco - Guida, 2023 - Pagine D'autore
L'illustre format letterario delle "pagine sparse", da Edmondo de Amicis a Benedetto Croce, da Italo Svevo a Primo Levi, è di nuovo germogliato in tempo di pandemia tra scrittori d'ogni categoria e qualità, al soggiorno obbligato dietro la tastiera del computer. Longevo uomo di penna, tra giornalismo professionale e libri, ma anche attivo organizzatore musicale - ha retto da sovrintendente per vent'anni e sino alla soglia di questo secolo il Teatro San Carlo di Napoli - Francesco Canessa racconta in questa singolare antologia - una pagina tira l'altra - fatti e personaggi differenti incontrati, da Ingrid Bergman a Nicolò Carosio, dal medico napoletano nella jungla thailandese a Vittorio Viviani, dal portiere di Palazzo Scarpetta don Peppino, che Eduardo riprodusse tale e quale in don Raffaele, "anima nera" di Questi Fantasmi, all'anonimo (ma non troppo!) conduttore televisivo old stile che ha presentato come napoletano un puro toscanaccio di nascita dantesca. Oppure evocati o sognati, da Gioachino Rossini a Ferdinando I di Borbone, a Wagner che gira in tramvai nella Napoli di fine Ottocento.
Peccati di vecchiaia (seconda stagione). Le campane di Salisburgo, Il carrubo di Anacapri, Il munaciello dell'opera, Io rappo, tu rappi egli rappa ed altre storie Canessa Francesco - Guida, 2024 - Pagine D'autore
Lo spirito polemico e il linguaggio ironico dell'autore spaziano tra eventi e problemi di attualità, dal momento di gloria del RAP e dell'Arte di strada, alla confusa compagnia cui è stato aggregato il Belcanto italiano quale Bene dell'Umanità; le Fiction gialle tra i mille campanili della Penisola e il Fantasma dell'Opera che si fa napoletano e si infila nel San Carlo per farne un videogioco. Per chiudere, rispettando il format dei precedenti Peccati, un testo teatrale, Il commissario Monti. È tratto da un racconto di Alberto Consiglio, poliedrico scrittore napoletano di cui si è sbiadito il ricordo, che dette a Rossellini il soggetto e collaborò alla sceneggiatura di Roma città aperta.