Libri di Canti
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Appunti sulle eresie dei secoli XI-XIII Cantimori D. (Cur.) - Carocci, 2024 - Studi Storici Carocci
Gli "Appunti sulle eresie dei secoli XI-XIII" sono un'opera ritrovata di Delio Cantimori. Nati da una serie di lezioni tenute all'Università di Pisa nel 1945, consentono di entrare nelle aule universitarie di una città liberata da pochi mesi dall'occupazione nazifascista e di ascoltare la voce di uno dei più autorevoli storici italiani del Novecento. Al centro di questi suoi appunti sta un tema molto distante dall'attualità di allora: gli eretici e le eresie dei secoli centrali dell'età medievale, che l'autore trasforma in un'occasione per riflettere sulla definizione stessa di eresia e sulla natura degli eretici.
Scritti su Hegel Cantillo Giuseppe Achella S. (Cur.) Bonito Oliva A. (Cur.) Mazzarella E. (Cur.) - Carocci, 2020 - Biblioteca Di Testi E Studi
Il volume raccoglie una selezione di recenti scritti di Giuseppe Cantillo che attraversano con acutezza e profondità alcune delle questioni più complesse della filosofia hegeliana: la costituzione del soggetto, la violenza, la comunità religiosa, il rapporto tra pensiero e vita. Come in un caleidoscopio, nel confronto con Hegel, prendono forma le complesse figure del romanzo della coscienza, le pagine della storia e della cultura, restituendo la stratificazione della forma umana della vita. Così facendo, questi testi raccolgono ermeneuticamente i nodi hegeliani in vista di un pensiero in grado di attraversare l'infinitizzazione immanente all'esperienza nel limite che si ripresenta di continuo all'uomo. Nella fedeltà all'appello hegeliano a "pensare la vita", Giuseppe Cantillo ci invita e sollecita perciò a pensare con Hegel, oltre Hegel.
Amici per la storia. Lettere 1942-1966 Cantimori Delio Manacorda Gastone Vittoria A. (Cur.) - Carocci, 2013 - Fondazione Ist. Gramsci. Annali
Nelle lettere di due protagonisti della storiografia moderna e contemporanea, Cantimori e Manacorda, sono discusse molte vicende dell'organizzazione culturale del Partito comunista italiano e dei suoi rapporti con gli intellettuali negli anni Cinquanta Sessanta: le riviste "Movimento operaio", "Società" e "Studi storici", l'Istituto Gramsci, la commissione culturale. Al centro del denso carteggio è principalmente il rapporto fra la politica e la cultura: il ragionare dei due studiosi verteva sulla convinzione che la ricerca dovesse essere, come sosteneva Gramsci, tanto più "interessata" quanto più "impegnata", e sull'interrogativo se fosse possibile svolgere in maniera indipendente la propria attività pur aderendo a un partito. Su questo le loro posizioni divergeranno, dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria, Cantimori uscirà dal PCI, mentre Manacorda, convinto che fosse possibile condurre la ricerca e dirigere riviste autonomamente, rimarrà iscritto. Dalle lettere e dal confronto con altre fonti private e del PCI emergono significative novità in merito ad alcuni passaggi di quegli anni, soprattutto, la complessità degli eventi e la drammaticità con la quale venivano vissute scelte personali o decisioni imposte: una complessità che conferma quanto sia necessario studiare il Novecento superando le barriere ideologiche della guerra fredda.