Libri di Maddalena Capalbi
Bibliografia di Maddalena Capalbi: tutti i libri in vendita online editi da La Vita Felice
Zingari, ballerine e suoni Capalbi Maddalena - La Vita Felice, 2023 - Le Voci Italiane
Dopo l'incursione nella poesia dialettale con Ribbelle (il verri edizioni) e Er core de noantri (Overview Editore), Maddalena Capalbi ritorna alla lingua italiana con Zingari, ballerine e suoni, una raccolta che comprende le sezioni Rossetto, Innocenza, Flamenco e Amore. In questo libro Capalbi si riaffaccia ai temi a lei più cari (in realtà mai abbandonati del tutto anche quando ha scelto il dialetto romanesco), e cioè la passione, il rapporto tra uomo e donna, indagato in chiave psicanalitica, e l'innocenza violata da parte degli adulti e non solo.
Nessuno sa quando il lupo sbrana Capalbi Maddalena - La Vita Felice, 2011 - Le Voci Italiane
""Nessuno sa quando il lupo sbrana" dice Maddalena Capalbi in una poesia della prima parte di questa raccolta, che vede un perturbante andirivieni delle figure della madre e del padre con qualche sporadica apparizione di congiunti poco amichevoli quali uno zio dalle dubbie intenzioni ("Lo zio ricco") e una zia suora che "non perdona" ("Le pecorelle"). Non siamo difatti in presenza di una lirica monologica bensì dentro un serrato dialogo di un soggetto femminile col suo ben visibile contorno famigliare, di una bambina-adolescente-giovane donna ora sottomessa ora ribelle, ed è alla ribelle che si deve quest'eruzione poetica che conosce tanto la dolcezza dei moti di pietà quanto i tormenti della sete di vendetta: farà "in tempo a difendersi", si chiede, su una strada che non conosce, a mantenere un "viso combattente"? L'interrogativo va ben al di là della storia personale: dice l'incertezza di noi tutti." (Dalla prefazione di Anna Maria Carpi)
La rossa (mm1) Capalbi Maddalena - La Vita Felice, 2026 - Le Voci Italiane
"La linea uno della Metropolitana di Milano, quella inaugurata nel 1964. Sulla "Rossa" - così la chiamano i milanesi per il colore che la identifica sulle cartine, all'ingresso delle stazioni e sui treni - corre la vita di migliaia di persone (130 milioni di passeggeri ogni anno), tutte di corsa soprattutto nei giorni lavorativi, tutte chiuse in se stesse con l'unica preoccupazione mdi arrivare puntuali al lavoro, a scuola, a un appuntamento o a casa. Ci vuole l'occhio di una poetessa per cogliere, come in un fotogramma, attimi di vita che si compiono anche lungo le buie gallerie attraversate da un treno che corre veloce come veloce corre la città in superficie. Maddalena Capalbi, contravvenendo un po' al suo stile, proprio come una fotografa ha fissato in pochi versi scene osservate nel corso dei suoi viaggi sulla "Rossa". Nelle poesie c'è tutta l'umanità che ogni giorno, chi con il biglietto, chi con l'abbonamento e chi scavalcando i tornelli, sale sulla M1. In queste brevi poesie ci mostra il volto di una città che in molti non vogliono vedere. Non la vogliono vedere i giornali, i politici, gli economisti ma anche la gente comune. Tutti abbagliati dalla retorica del fare, dai lustrini della moda e dagli improbabili parallelepipedi degli archistar, cioè gli architetti famosi che si autodefiniscono star, come le dive del cinema. La città, che ha tanti meriti e tanti pregi, però è anche quella descritta da Capalbi ed è un bene che ce lo ricordi e che ce la sbatta in faccia È il ruolo della poesia, quando è vera poesia: niente scorciatoie, niente compromessi, niente lustrini." (dalla prefazione di Paolo Barbieri)