Libri di Filippo Cappellano
Bibliografia di Filippo Cappellano: tutti i libri in vendita online editi da Leg Edizioni
I carri armati italiani. Leggeri, medi e pesanti (1919-1945) Cappellano Filippo Battistelli Pier Paolo - Leg Edizioni, 2023 - Biblioteca Di Arte Militare
Dalla fine della Grande Guerra sino ai primi anni Quaranta l'Italia approntò una forza corazzata dotata soprattutto di carri armati leggeri, particolarmente adatti, secondo le teorie dell'epoca, ai terreni montani dei confini settentrionali della penisola. In seguito apparvero i carri veloci (poi denominati carri leggeri), piccoli e sprovvisti di torretta girevole, che nonostante il soprannome di "scatola di sardine" si dimostrarono adatti alla meccanizzazione di massa. Le esperienze sul campo in Africa orientale e in Spagna misero in evidenza i limiti di tali veicoli, che furono impiegati sempre più limitatamente fino all'avvento del carro leggero L6 e dei medi M11, M13, M14 e M15. Dopo l'entrata in guerra nel giugno 1940, le prime azioni in Francia, nei Balcani e in Africa settentrionale e orientale ebbero in genere esito disastroso, ma dagli inizi del 1941 le truppe corazzate italiane seppero dimostrare capacità e coraggio, pur nella generale inferiorità di materiali rispetto agli avversari e all'alleato tedesco. Anche se i semoventi riuscirono a migliorare la situazione, furono gli equipaggi a supplire alle mancanze tecniche e di comando, in particolare in Africa settentrionale fino alla resa in Tunisia (maggio 1943), servendo nelle celebri divisioni corazzate "Ariete", "Littorio" e "Centauro", e nella divisione motorizzata "Trieste".
I carri armati italiani. Leggeri, medi e pesanti (1919-1945) Cappellano Filippo Battistelli Pier Paolo - Leg Edizioni, 2015 - Biblioteca Di Arte Militare. Armi
Dalla fine della Grande Guerra sino ai primi anni del Secondo conflitto mondiale, l'Italia creò una propria forza corazzata dotata soprattutto di carri armati leggeri, particolarmente adatti, secondo le teorie dell'epoca, ai terreni montani dei confini settentrionali della penisola. Il FIAT 3000, basato sull'FT francese, fu il primo carro prodotto in serie, anche se non fece in tempo a partecipare alla Prima guerra mondiale. In seguito apparvero i carri veloci (poi denominati carri leggeri), piccoli e sprovvisti di torretta girevole, che, nonostante i soprannomi assegnati loro come "scatola di sardine", si dimostrarono adatti alla meccanizzazione di massa. Le esperienze sul campo fatte in Africa orientale e in Spagna misero in evidenza i limiti di questi veicoli e portarono a un loro impiego sempre più limitato finché non furono disponibili il carro leggero L6 e i suol derivati e i medi M11 e poi M13, M14 e M15. Dopo l'entrata in guerra dell'Italia nel giugno del 1940, le prime azioni affrontate in Francia, nei Balcani e in Africa settentrionale e orientale ebbero in genere esito disastroso, ma a partire dagli inizi del 1941 le truppe corazzate italiane seppero dimostrare capacità e coraggio, pur nella generale inferiorità di materiali nei confronti degli avversari e dell'alleato tedesco. L'apparizione dei semoventi migliorò la situazione italiana, ma le quantità disponibili furono sempre insufficienti alle necessità.