Libri di Cardinal
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Un giovane della Prima Repubblica. Dal dopoguerra ad oggi tra i sogni, le vittorie e le sconfitte di una generazione Cardinale Salvatore - Rubbettino, 2019 - Varia
Il ragazzo della Prima Repubblica che si racconta è Salvatore Cardinale, siciliano, esponente di rilievo nella vita politica e istituzionale, Ministro delle Comunicazioni nei Governi D'Alema e Amato: un realista-sognatore con una doppia vocazione a leggere la trama delle relazioni fra politica e società e a trascenderla in nome di un disegno di emancipazione e di libertà. Ne vien fuori un romanzo esistenziale incalzato da domande puntuali intorno ad un vissuto popolato di affetti familiari, di amicizie segnate da passioni e condivisioni così come da dialettiche aperte e leali. Ne emerge un mondo affollato sia da personaggi di antiche periferie della politica e da sodalizi fervidi tuttora vivaci sia da esponenti che hanno calcato la grande scena della politica nazionale, uomini di Governo, dell'industria, della comunicazione, della tv, del cinema e della cultura. Un'esperienza ricchissima, di passaggi inediti o poco conosciuti, di rimandi, occasioni, dispute, sfide assunte in campo aperto e nel solco di una robusta tradizione intellettuale e morale che rimane il filo conduttore di una vita tuttora affacciata sul mondo che cambia. E che, non promettendo niente di buono, chiama ad una nuova coraggiosa riflessione. Si tratta di un contributo che somiglia molto a un viaggio, una ricca sorprendente traversata in oltre cinquant'anni di storia italiana. Una storia che percorre per intero le "stagioni" della Repubblica per precipitare nel ciclo rarefatto della dissolvenza della politica nella liquidità della Rete e nelle sue inedite mutazioni e fluttuazioni. Fino al "ricomincio" cui dovranno applicarsi una nuova generazione e una nuova cultura. Prefazione di Vincenzo Viti.
Giovani oltre Cardinale Ugo Corno Dario - Rubbettino, 2007 - Problemi Aperti
"Frammenti di una comunicazione interrotta": la lingua giovanile nelle sue manifestazioni fino alla "rivalsa linguistica dello scrittore precario" sembra rivelare una cesura profonda tra le nuove generazioni e gli adulti. Ma il solco non è solo linguistico. Quale significato rivela la continua sfida alla morte che si propone con sempre maggior frequenza alla nostra attenzione? È un'altra la realtà paradossale che emerge studiando la Screen generation: una generazione senza futuro, una generazione dal "pensiero corto", una generazione "dalle passioni tristi". Per la prima volta nella storia il futuro non è una promessa. È il risultato del papy-krach. Una generazione adulta che con i suoi privilegi incombe sulle spalle dei giovani, imprigionandoli come crisalidi nel bozzolo di un'età ovattata e irreale, che si dilata senza limiti. Giovanilismo diffuso, adolescenza senza termine, che non riesce a trovare la fine, il fine o il confine, perché il traguardo è sempre oltre. Questa frustrazione non è forse un effetto della riduzione degli spazi di azione dei giovani? Ma allora il problema dei giovani è anche un problema degli adulti. Un problema di tutti.