Libri di Franciscu Carlini
Bibliografia di Franciscu Carlini: tutti i libri in vendita online editi da Edes
Sa mamma de Pedru e àteras fàulas. La madre di Pietro e altre fiabe Carlini Franciscu - Edes, 2018
Si tratta di rielaborazioni di antichi racconti popolari di varie zone della Sardegna (dal Sulcis-Iglesiente al Cagliaritano, dalla Gallura al Sassarese e al Nuorese). Racconti, con lacerti lirici e poetici. Ma non di semplici rielaborazioni si tratta: Franco Carlini infatti, partendo da is Contus e dal materiale che la tradizione popolare dei singoli paesi gli mette a disposizione, lo arricchisce, lo trasforma e modifica, producendo e creando veri e propri "pezzi" d'autore. È sufficiente soffermarsi sull'ultima fiaba, Sa mamma de Pedru, che dà il titolo alla raccolta, per rendersi conto dell'intervento fatto da Carlini su un testo conosciutissimo e come sia riuscito a trarne qualcosa di nuovo, gustosissimo. Non meno interessante è lo stile narrativo sia a livello lessicale che linguistico. Con l'inserimento di decine e decine di espressioni e lessemi "preziosi", spesso desueti.
Sa terra promittia. Testo sardo e italiano Carlini Franciscu - Edes, 2013 - La Biblioteca Di Babele
Questa raccolta, precisa l'autore, comprende diverse sillogi di poesie scritte tra il 1976 e il 1982. Una parte, quelle del periodo trascorso a Roma, costituisce la prima delle quattro sezioni comprese nel volume. La seconda sezione comprende invece poesie che rinviano alle precedenti tre sillogi pubblicate nel 1982: Biddaloca (Edes, 1988); Murupintu (ivi 1991), e Sa luna inciusta (Condaghes, 2004). La terza sezione propone quelle scritte tra il 1978 e il 2008. L'ultima, quelle scritte tra il 2007 e il 2011, rimaste però inedite o sparse in riviste. Comunque le diverse sezioni sono accomunate da una rappresentazione sia della Sardegna della tradizione che del rinnovamento ("un'odissea de rimas nobas"). In tutte persiste l'atmosfera sconsolata della crisi di una comunità alla deriva, distaccata dai valori che erano propri delle generazione precedenti. Il poeta aveva lasciato la Sardegna, attratto dal mito irresistibile della città, dove aveva vissuto i primi anni dell'infanzia e ha accettato di buon grado le conseguenze di una emigrazione volontaria del tutto simile però a quella di coloro che l'avevano subita.