Libri di Sini Carlo

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Carlo Sini (Bologna, 1933) è uno dei più autorevoli filosofi italiani. Professore per oltre trent’anni di filosofia teoretica all’Università di Milano, è stato allievo di Enzo Paci. Accademico dei Lincei e membro di altre accademie e istituzioni culturali italiane e straniere, ha tenuto conferenze, corsi e seminari negli Stati Uniti, in Canada, in America Latina e in vari paesi europei. Ha collaborato tra l’altro con le pagine culturali del “Corriere della Sera” e con la Rai. È autore di una quarantina di volumi, alcuni dei quali tradotti in varie lingue. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Eracle al bivio (Bollati Boringhieri, 2007), L’uomo, la macchina, l’automa (Bollati-Boringhieri, 2009), Etica della scrittura (Mimesis, 2009); Del viver bene (Jaca Book, 2011), Il sapere dei segni (Jaca Book, 2012), Il gioco del silenzio (Mimesis, 2013), Incontri: vie dell’errore, vie della verità (Jaca Book, 2013), Scrivere il silenzio: Wittgenstein e il problema del linguaggio (Castelvecchi, 2013), Il metodo e la via (Mimesis, 2013). Jaca Book sta pubblicando le sue Opere, a cura di Florinda Cambria, e sono già apparsi: Transito verità (2012), Il foglio-mondo (2013), Spinoza o l’archivio del sapere (2013), Il pensiero delle pratiche (2014). Con Feltrinelli ha pubblicato: Enzo Paci. Il filosofo e la vita (2015).
Scrivere il silenzio. Wittgenstein e il problema del linguaggio libro
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LIBRO   9791256142415

Scrivere il silenzio. Wittgenstein e il problema del linguaggio Sini Carlo   -  Castelvecchi, 2025  -  Frangenti

Scrive Wittgenstein che le proposizioni filosofiche sono illustrazioni del mondo reale e possibile, o immagini logiche degli stati di cose che incontriamo nel mondo. Che cosa accomuna una parola come 'bastimento', i suoni della voce che la pronunciano, i tratti di penna della parola scritta, il disegno di un bastimento e la sua immagine nella nostra mente? Su questi enigmi si interroga il "Tractatus logico-philosophicus", ripercorrendo il problema fondamentale della filosofia: l'identità tra essere e pensiero. Quale immagine contiene il logos, così da rendere efficaci le nostre parole e i nostri pensieri sulla realtà? Sull'enigma dell'immagine si interroga Carlo Sini, prendendo sul serio le metafore wittgensteiniane e proponendo un percorso di «figure del mondo» che si presenta come un idea-le abbecedario o testo elementare dei fondamenti primi della filosofia. I lettori sono così sollecitati a una personale lettura interpretativa delle componenti grafiche e iconiche delle tavole che costituiscono il testo, atta a risvegliare in loro l'esercizio del pensiero. Di ciò di cui non si può parlare, concludeva Wittgenstein, bisogna tacere. Il percorso logico-figurativo di questi fogli esibisce un ulteriore e forse più profondo senso di questo motto: ciò che la parola, orlo del linguaggio, non può dire, lo si deve scrivere.

€ 30.00 € 28.50
LIBRO   9788876157974

Scrivere il silenzio. Wittgenstein e il problema del linguaggio. Ediz. illustrata Sini Carlo   -  Castelvecchi, 2013  -  Le Navi

Dice Wittgenstein che le proposizioni filosofiche sono illustrazioni; o anche immagini logiche degli stati di cose che incontriamo nel mondo. In altri termini: illustrazioni del mondo reale e possibile. Ma il problema è come possano esserlo. Che cosa accomuna una parola come bastimento, i suoni della voce, i tratti di penna della parola scritta, il disegno di un bastimento e l'immagine che si disegna nella nostra mente? Su questi enigmi si interroga il Tractatus logico-philosophicus, ripercorrendo il problema fondamentale della filosofia. Nei termini di Parmenide: come accade che essere e pensare siano il medesimo? Quale immagine contiene il logos, così da rendere efficaci le nostre parole e i nostri pensieri sulla realtà? Sull'enigma dell'immagine si interroga il testo, prendendo sul serio le metafore wittgensteiniane e proponendo un percorso di figure del mondo, che si presenta come un ideale abbecedario o testo elementare dei fondamenti primi della filosofia. Il lettore è così sollecitato a una personale lettura interpretativa e, per così dire, esecutiva delle componenti grafiche e iconiche delle tavole, atta a risvegliare in lui l'esercizio effettivo del pensare filosofico. Di ciò di cui non si può parlare, concluse Wittgenstein nel Tractatus, bisogna tacere. Il percorso logico-figurativo di questi fogli esibisce un ulteriore e forse più profondo senso di questo motto. Si potrebbe esprimerlo così: ciò che la parola, orlo del linguaggio, non può dire, lo si deve scrivere.

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